Il cardinale Bagnasco dice no al ritorno in politica di Berlusconi

Dopo le critiche giunte da Avvenire e Famiglia Cristiana (anche se mai molto schierata sul fronte del cavaliere), ci pensa il Presidente della Cei a incalzare il tormentone cattolico anti berlusconiano. È evidente che più che ancora il verdetto di assoluzione, la Chiesa non ha digerito le reazioni di Silvio Berlusconi e dei suoi. Con la netta distinzione tra giustizia e morale, arriva l’ammonimento del porporato. «Quello che i singoli decidono sono sempre decisioni personali - ha detto Bagnasco in risposta alle domande dei giornalisti nello stabilimento Ilva di Genova, sul ritorno in politica di Berlusconi -. Certo, ma che si calano in contesti sociali, politici, lavorativi con cui bisogna fare i conti. Non bastano le decisioni personali».  


Un nuovo ostacolo sul ritorno nell'agone politico che il leader di Forza Italia vorrebbe in grande stile e che invece trova in ambienti che un tempo gli erano, quanto meno non ostili, un’avversione anche palese. L'«Avvenire» era intervenuto sull'onda della sentenza della cassazione sul caso Ruby sostenendo che l’assoluzione non cancella lo scandalo morale, un intervento duro, senza giri di parole, perché quanto è accaduto ha comunque una sua rilevanza «morale» e «istituzionale».  «La legge arriva fino a un certo punto ma il discorso morale è altro», ha detto il segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, monsignor Nunzio Galantino. E anche Avvenire sottolinea che «l’esito penale non cancella il rilievo istituzionale e morale del caso». Sulla stessa linea d’onda Famiglia Cristiana: «È sufficiente stabilire che non si sono commessi reati per assolvere gli stessi comportamenti anche davanti al tribunale della politica e della morale come si sta cercando da più parti di fare?», si chiede il giornale dei paolini. 


Tutta questa messinscena cattoclericale, precisiamo, più che di teatralizzazione qua si parla di veto ad un imprenditore e politico, non giudichiamo Silvio Berlusconi, ma sottolineiamo come, ancora nel 2015, uno Stato estero neanche visibile nelle cartine geografiche, imponga il proprio Diktat a un altro Stato, quello italiano, che gli ha concesso i natali e che non dovrebbe avere alcun peso rilevante nel regolare svolgimento delle attività politiche italiane, lasciando immune una certa sovranità già troppo deturpata da altre sovrastruttre istituzionali. A conclusione una ulteriore precisazione, questo soggetto che istituzionale denominato Vaticano è a spese dei contribuenti italiani. A voi le conclusioni.


Luciano Surace

Scrivi commento

Commenti: 3
  • #1

    Piero (sabato, 14 marzo 2015 17:46)

    Ma che cosa vai blaterando ?? sempre il solito anticlericalismo da strapazzo ! Non ti pare che sia ora di smetterla con questi scocchi slogan e luoghi comuni sulla Chiesa e sul Vaticano ?
    La CEI si limita a dire che il giudizio sui comportamenti morali è imprescindibile, e questo è un richiamo che le compete assolutamente e va ben al di là della politica riguardando un discorso sull' intera società. Semmai aveva sbagliato in passato a non prendere posizione forte perchè troppi suoi alti membri si erano invischiati con il potere politico per interessi personali, tradendo il loro vero ministero.
    Lascia perdere la Chiesa che è una delle poche istituzioni che con tutti i suoi difetti può ancora dirci qualcosa di valido ed importante, specie ora che finalmente con papa Francesco è in atto un forte rinnovamento nella giusta direzione.
    Comunque ricordo che in un paese civile non ci sarebbe bisogno di azioni giudiziarie, ma uno scandalo di vita privata come quello di Berlusconi avrebbe provocato le dimissioni immediate. Anzi, in un paese civile Berlusconi non sarebbe mai potuto "scendere in campo", risparmiandoci tutti questi anni di malgoverno che hanno portato l' Italia sull' orlo del baratro. Perchè di fatto i governi Berlusconi sono stati in assoluto i peggiori dal dopoguerra ad oggi, e ne stiamo pagando le conseguenze giorno per giorno.
    Pertanto, al di là di quello che possa dire la Cei, speriamo solo che il buon Silvio si decida ad andare in pensione e si tolga di mezzo, cosa tra l' altro che molti dei suoi desiderano ardentemente. Sicuramente la politica italiana ne uscirà migliorata.
    Buona serata

  • #2

    santandreA (sabato, 14 marzo 2015 21:03)

    parole sagge,caro Piero

  • #3

    lara (sabato, 14 marzo 2015 22:24)

    Piero, forse non hai capito, non ci crede più nessuno al moralismo di facciata del tuo tanto amato vaticano che ha sempre difeso e occultato i pretofili