La Scala di Dawkins e l'incoerenza dei credenti

Nel 2012, in un pubblico dibattito con l’arciv. di Canterbury, Rowan Williams, Dawkins ha affermato di non considerarsi un "ateo forte", bensì un "ateo di fatto", trovandosi alla posizione numero 6.9 della sua scala di valori riportata nel suo saggio "L'illusione di dio". L'arciv. ha trovato ironica la sua affermazione, idem per il pubblico presente che si è fatto una risata, ma in realtà Dawkins non ha fatto altro che confermare la sua coerenza di scienziato e libero pensatore. Nel suo libro spiega che si tratta di una questione di correttezza scientifica, in quanto dal punto di vista scientifico non si può dimostrare l'inesistenza di nulla, nemmeno delle fate e degli elfi, per cui, volendo essere pignoli, uno scienziato non potrebbe affermare di non credere nelle fate al 100%, ma solo al 99%, proprio per una questione di coerenza scientifica. Molti suoi contestatori stanno strumentalizzando la vicenda, affermando che uno degli atei più famosi in realtà è agnostico, ma come ha spiegato lo stesso Dawkins proprio durante il dibattito, un vero agnostico sospende il giudizio al 50% mentre lui non si ritrova affatto in questa posizione, in quanto considera dio inesistente al 99%, per cui è un ateo di fatto che per coerenza scientifica non arriva al 100%. Detto in breve, se sei una persona comune puoi anche essere certo al 100% dell'inesistenza di dio e delle fate, ma uno scienziato, per essere coerente, non può mostrare certezze su nulla, nemmeno per le credenze più inverosimili. Quindi, cari credenti, invece di ridere per la coerenza di Dawkins, dovreste cominciare a ragionare sul fatto che dal punto di vista scientifico il vostro dio non è più reale delle fate e degli elfi, provate a ragionare su questo aspetto e vedrete che vi passerà la voglia di ridere.


Quella che segue è la "Scala di Dawkins", voi in quale posizione vi ritrovate?

  1. Teista forte. 100% di probabilità di dio. Nelle parole di C. G. Jung, "io non credo, io so". 
  2. Probabilità molto alta ma non 100%. Un teista di fatto. "Non posso saperlo per certo, ma credo fermamente in dio e vivo la mia vita nell'assunzione che lui esista". 
  3. Più del 50% ma non molto alta. Tecnicamente agnostico ma propende verso il teismo."sono molto incerto, ma tendo a credere in dio".
  4. Esattamente 50%. Completamente agnostico ed imparziale. "L'esistenza e l'inesistenza di dio sono esattamente equiprobabili". 
  5. Meno del 50% ma non molto bassa. Tecnicamente agnostico ma incline all'ateismo. "Non so se dio esista ma tendono ad essere scettico." 
  6. Probabilità molto bassa, vicina allo zero. un ateo di fatto."non posso saperlo per certo ma credo che dio sia molto improbabile, e vivo la mia vita nell'assunzione che lui non esista." 
  7. Ateo forte. "So che non esiste nessun dio, con la stessa convinzione con cui Jung sa che ce n'è uno". 

Bisogna, al contrario, andarne fieri, a testa alta, perché "ateismo" significa quasi sempre sana indipendenza di giudizio e, anzi, mente sana tout court.»

(Richard Dawkins)

 

Francesco Avella

Blogger UAER

«Non bisogna scusarsi di essere atei.

Video del dibattito

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