L'Islam pronto a sostituire Google Earth con Basir

Google è la più pericolosa spia dell’Occidente.

Certamente non è una novità il sospetto con il quale le autorità iraniane etichettano alcuni dei servizi più popolari dell’azienda di Mountain View, in special modo Google Maps e Google Earth, accusati di essere gli strumenti più utilizzati delle agenzie di spionaggio.

Per questo motivo l’Iran, attraverso le parole di Mohammed Hassan Nami, ministro della Comunicazione e della tecnologia, ha dichiarato l’intenzione di istituire un proprio servizio di mappatura 3D in aperta opposizione al colosso statunitense.
La ‘controparte’ islamica di Google Earth si chiamerà Basir (che nella lingua persiana significa ‘spettatore’), e servirà a indicare “la posizione esatta dei luoghi sacri dell’Islam in ogni parte del mondo”.

Nelle intenzioni delle autorità iraniane, Basir mira a diventare il punto di riferimento (non solo geografico) per ogni musulmano nel mondo.

Oltre a far conoscere al meglio tradizioni e princìpi della dottrina islamica, fra le principali funzioni del servizio c’è la localizzazione permanente della Qibla, termine con il quale si identifica la direzione esatta verso cui rivolgere il volto durante le preghiere, il santuario della Ka'ba a la Mecca. 
Certamente, oltre agli scopi puramente divulgativi, Basir nasce come un aperto atto di accusa nei confronti di tutti quei servizi che, secondo Mohammed Hassan Nami, hanno l'obiettivo di raccogliere informazioni riservate soprattutto nei Paesi stranieri.

“Basir”, ha dichiarato il ministro, “non ha obiettivi finanziari, strategici o politici: cerca soltanto di guidare la gente verso la verità.”

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