Papa Francesco: Facciamo chiarezza. Tutto dalla A alla Z.

Chi è l'uomo il più ricco del mondo?

Sapete dare una risposta alla domanda posta nel titolo?
Forse già intuisco quali possono essere le vostre risposte:
I Rothschild? I Rockefeller? I banchieri Internazionali? Bill Gates? Gli Illuminati?
A tutto questo ero tentato di credere anch'io fino a non molto tempo fa; ma leggendo l'articolo sotto vi renderete conto che manca un individuo all'appello, cioè due, eccoli qua:
Adolfo Nicolas, Supremo Comandante dei Gesuiti, "Il Papa Nero" (a destra)Papa Benedetto XVI, "Il Papa Bianco" (a sinistra), agli ordini del Supremo Comandante dei Gesuiti.
Adolfo Nicolas, Supremo Comandante dei Gesuiti, "Il Papa Nero" (a destra)Papa Benedetto XVI, "Il Papa Bianco" (a sinistra), agli ordini del Supremo Comandante dei Gesuiti.
L'articolo sotto è la traduzione del Capitolo 10 tratto dal libro Smokescreens di Jack T. Chick.
Il libro è del 1983, ma i fatti che elenca non sono certo cambiati di molto da allora.
Alcuni documentari di (dis)informazione sul Nuovo Ordine Mondiale si concentrano sulla realtà storica del personaggio dal nome di gesù cristo.
A noi, più "modestamente", interessa invece conoscere la realtà storica della ricchezza della chiesa cattolica romana e la sua influenza sugli affari del mondo.
Se è vero che il mondo è controllato da chi detiene denaro e ricchezze, l'ipotesi che i gesuiti, reali controllori del vaticano, abbiano avuto e abbiano tutt'ora un'influenza predominante sugli eventi mondiali è da prendere seriamente in considerazione.
Rothschild sono emersi nel '700, la chiesa romana c'è da 2000 anni; duemila anni di accumulazione di ricchezze.
I gesuiti ora controllano tutta questa ricchezza.
La loro influenza è quindi così grande che, sembrerà strano, essi sono anche in primo piano nell'implementazione della nuova religione mondiale, il falso opposto della satanica chiesa romana; infatti, come scritto in nell'articolo dal titolo Lo Scopo Occulto delle Nazioni Unite rivelato dai loro stessi scritti, il gesuita Teilhard de Chardin è padre ispiratore del movimento new age tanto quanto lo sono le due alte sacerdotesse teosofiche Madame Blavatsky e Alice Bailey.

di Jack T. Chick 

 

Vi ricordate quando il papa è venuto negli Stati Uniti?

E i suoi rimproveri per la nostra mancanza di misericordia?

E che dovremmo lasciare ai poveri quello che abbiamo?

Noi siamo una nazione ricca.

E allora, non ricordiamo il grande terremoto che è avvenuto nel 1980 in Italia?

Mi ricordo di quando il papa andò in quest'area in rovina, si avvicinò al capezzale di un povero insignificante uomo italiano ferito e quindi gli posò benevolmente la mano sulla testa e si fece il segno della croce, benedisse l'uomo e si allontanò.

 

Giovanni Paolo II "Pellegrinaggio della Fede"


E i telegiornali ci raccontarono della devastazione.
E poi tagliarono verso gli Stati Uniti e il senatore Kennedy, mentre guardava la telecamera con occhi tristi, disse:"Oh, noi americani, presi dalla misericordia dovremmo inviare almeno 45 milioni di dollari per questo paese devastato in modo da poterlo ricostruire."
Ricordate questo?
Ora fatemi leggere qualcosa da THE VATICAN BILLIONS di Avro Manhattan, penso che impazzirete come lo sono io adesso.
Voglio portare la vostra attenzione sul fatto che queste informazioni furono pubblicate 10 anni fa, e le cifre sono probabilmente ancora più sorprendenti oggi.(si parla del 1983, anno si pubblicazione del libro, ma la stessa affermazione vale anche per il 2011, perché non ci sembra che sia cambiato molto da allora, n.d.t.)
"Il Vaticano ha grandi investimenti con i Rothschild in Gran Bretagna, Francia e America; con la Hambros Bank, con la Credit Suisse di Londra e Zurigo.
Negli Stati Uniti ha grossi investimenti con la Banca Morgan, la Chase Manhattan Bank, la First National Bank di New York, la Bankers Trust Company e altre.
Il Vaticano ha miliardi di azioni delle società internazionali più potenti come Gulf Oil, Shell, General Motors, Bethlehem Steel, General Electric, International Business Machines, TWA, ecc. e, ad una stima prudenziale, questi ammontano a più di 500 milioni di dollari nei soli Stati Uniti."
"In una dichiarazione pubblicata in connessione con un prospetto obbligazionario, l'arcidiocesi di Boston elencava il suo attivo a Seicentotrentacinque milioni di dollari ($635,891,004), cioè 9,9 volte le sue passività.
Questo lasciava un patrimonio netto di Cinquecentosettantuno milioni di dollari ($571,704,953).
Non è difficile scoprire la ricchezza veramente sorprendente della Chiesa, una volta che aggiungiamo le ricchezze delle 28 arcidiocesi e delle 122 diocesi degli Stati Uniti, diverse delle quali sono ricche tanto quanto quella di Boston."
"Qualche stima sul patrimonio immobiliare e su altre forme di ricchezza controllate dalla chiesa cattolica può essere raccolta dal commento di un membro della conferenza cattolica di New York, vale a dire 'che la sua chiesa probabilmente si classifica seconda solo al Governo degli Stati Uniti negli acquisti totali annui'.
Un'altra affermazione a diffusione nazionale fatta da un prete cattolico, forse è ancora più significativa.
'La chiesa cattolica' egli disse, 'deve essere la più grande corporation negli Stati Uniti.
Abbiamo una filiale in ogni quartiere.
Il nostro patrimonio immobiliare e le partecipazioni devono superare quelle di Standard Oil, A.T.&T. e U.S Steel messe insieme.
E il nostro elenco di membri che devono rimborsarci i debiti deve essere secondo solo ai rotoli fiscali del Governo degli Stati Uniti."
"La chiesa cattolica, una volta che sono stati messi insieme tutti i suoi patrimoni, è l'agente di borsa più formidabile del mondo.
Il vaticano, indipendentemente dal papa che vi si insedia, si è orientato sempre più verso gli Stati Uniti.
Il Wall Street Journal ha detto che gli affari del vaticano nei soli Stati Uniti erano così grandi che spesso esso ha comprato e venduto oro in lotti di milioni di dollari o più in una sola volta."
L'oscena ostentazione della ricchezza vaticana
L'oscena ostentazione della ricchezza vaticana

"Il World Magazine delle Nazioni Unite ha stimato a diversi miliardi di dollari l'ammontare del tesoro in oro massiccio del vaticano.

Una gran massa di questo viene depositato in lingotti d'oro nella Federal Reserve Bank, mentre le banche di Svizzera e Inghilterra detengono il resto.

Ma questa è solo una piccola parte delle ricchezze del vaticano che, nei soli Stati Uniti, è superiore a quella delle cinque più ricche e giganti corporation del paese.

Quando a ciò aggiungiamo tutto il patrimonio immobiliare, le proprietà, i titoli e le azioni all'estero, allora l'impressionante ricchezza della chiesa cattolica diventa così formidabile da sfidare qualsiasi valutazione razionale."

 

"La chiesa cattolica è la più grande potenza finanziaria, accumulatrice di ricchezza e di proprietà che sia mai esistita.

Possiede ricchezze materiali più di ogni altra singola istituzione, corporation, banca, cartello gigante, governo o stato nel mondo intero.

Il papa, come capo visibile di questo ammassamento di ricchezza, di conseguenza, è il più ricco individuo del XX secolo. Nessuno può realisticamente valutare quanto egli vale, in termini di miliardi di dollari."E ripenso a quel Papa, l'uomo più ricco del pianeta, che mise la mano sulla testa a quel povero insignificante uomo italiano che giaceva in quelle macerie dicendogli:"Dio ti benedica", e se ne andò via lasciandolo li da solo. Quanta dev'essere alta l'ipocrisia. E poi il Senatore Kennedy, il papa boy degli Stati Uniti fa il grande passo verso il popolo degli Stati Uniti pagando il conto per riparare quel villaggio devastato, che sta proprio nel cortile del Papa. Che bel gesto!

Potrebbe essere utile anche la lettura di questo libro: L'oro del Vaticano
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Introduzione del libro:

 

"Nel corso dei secoli, le proprietà della santa sede si sono accumulate fino a formare un vero e proprio tesoro.

Ben lontani dallo spirito apostolico e dallo spirito di umiltà e povertà raccomandato da cristo, i rappresentanti di dio in terra hanno edificato una complessa amministrazione per preservare, accrescere e controllare immobili, opere d'arte, monumenti, ori e denari.

Vi sono le tombe faraoniche in marmo e oro di cardinali e papi, le decorazioni inestimabili di altari e volte, le collezioni di quadri, statue e preziosi esposte nei musei vaticani, nel museo lateranense e in altre collezioni della santa sede, i sigilli d'oro custoditi nell'archivio segreto e i tesori della biblioteca.

C'è il denaro accumulato dallo stato pontificio dalle origini al 1870, e poi la fondazione degli istituti bancari dello IOR e dell'APSA e i capitali custoditi nelle Isole Cayman, un autentico Fort Knox fuori da ogni legge.

Inoltre le prelature come l'Opus Dei, solo teoricamente autonome dalla santa sede, in realtà costituiscono una fonte ulteriore di ricchezza.

Gli scandali, le rivelazioni e i sospetti su questo patrimonio immenso sono sotto gli occhi di tutti e alla ribalta delle cronache più recenti.

Forse è arrivato il momento di fare i conti in tasca al Vaticano."

Un libro di Verbitsky inchioda il futuro pontefice.

Spediva all'Esma i preti antifascisti.

Già all'indomani del conclave che elesse Ratzinger, Jorge Mario Bergoglio, arciv. di Buenos Aires, tra i più votati anche allora, venne accusato di collusione con la dittatura argentina che sterminò novemila persone.
Le prove del ruolo giocato da Bergoglio a partire dal 24 marzo 1976, sono racchiuse nel libro L'isola del Silenzio.
Il ruolo della chiesa nella dittatura argentina, del giornalista argentino Horacio Verbitsky.
Stella Spinelli, su Peacereporter, ne scrisse già all'epoca.
Nei primi anni 70, Bergoglio, 36 anni, gesuita, divenne il più giovane superiore provinciale della compagnia di gesù in Argentina.
Nel febbraio del '76, un mese prima del colpo di stato, Bergoglio chiese a due dei gesuiti impegnati nelle comunità di abbandonare il loro lavoro nelle baraccopoli e di andarsene.
Erano Orlando Yorio e Francisco Jalics, che si rifiutarono di andarsene.
Verbitsky racconta come Bergoglio reagì con due provvedimenti immediati: li escluse dalla compagnia di gesù senza nemmeno informarli, poi fece pressioni all'allora arciv. di Buenos Aires per toglier loro l'autorizzazione a dir messa.
Pochi giorni dopo il golpe, furono rapiti.
Secondo quanto sostenuto dai due sacerdoti, quella revoca fu il segnale per i militari, il via libera per la strage.
Per i due si spalancò per sei mesi l'orrore della Scuola di meccanica della marina (Esma), poi furono rilasciati, grazie alle pressioni del vaticano.
In quella scuola, in quei giorni, il nunzio apostolico Pio Laghi giocava a tennis con i capi dei torturatori come hanno più volte denunciato le Madres de la plaza de Mayo.
Bergoglio si difese spiegando che la richiesta di lasciare la baraccopoli era un modo per metterli in guardia ma, dagli archivi del ministero degli Esteri, sono emersi documenti che confermano la versione dei due sacerdoti.
Nel 1979 padre Francisco Jalics si era rifugiato in Germania, da dove chiese il rinnovo del passaporto per evitare di rimetter piede nell'Argentina delle torture.
Bergoglio si offrì di fare da intermediario, fingendo di perorare la causa del padre: invece l'istanza fu respinta.
Nella nota apposta sulla documentazione dal direttore dell'ufficio del culto cattolico, allora organismo del ministero degli Esteri, c'è scritto: "Questo prete è un sovversivo. Ha avuto problemi con i suoi superiori ed è stato detenuto nell'Esma".
La fonte di queste informazioni su Jalics era proprio il superiore provinciale, Bergoglio.
In un altro documento si dice che: "Nonostante la buona volontà di padre Bergoglio, la compagnia argentina non ha fatto pulizia al suo interno.
I gesuiti furbi per qualche tempo sono rimasti in disparte, ma adesso con gran sostegno dall'esterno di certi vescovi terzomondisti hanno cominciato una nuova fase" (Direzione del culto, raccoglitore 9, schedario B2B, Arcivescovado di Buenos Aires, documento 9).
"Non ebbi mai modo di etichettarli come guerriglieri o comunisti - dichiarò il futuro papa a Verbitsky - tra l'altro perché non ho mai creduto che lo fossero", peccato che padre Orlando Yorio, morto nel 2000 in Uruguay e mai ripresosi dalle torture nell'Esma, raccontò il suo arrivo a Roma dopo la partenza dall'Argentina: "Padre Gavigna, segretario generale dei gesuiti, mi aprì gli occhi.
Era un colombiano che aveva vissuto in Argentina e mi conosceva bene.
Mi riferì che l'ambasciatore argentino presso la santa sede lo aveva informato che secondo il governo eravamo stati catturati dalle forze armate perché i nostri superiori ecclesiastici lo avevano informato che almeno uno di noi era un guerrigliero.
Chiesi a Gavigna di mettermelo per iscritto e lo fece".
Bergoglio, durante la dittatura militare, era nella guardia di ferro, un'organizzazione della destra peronista, che ha lo stesso nome di una formazione rumena nazistoide, quelli di Codreanu.
"Io non conosco casi moderni di vescovi che abbiano avuto una partecipazione politica così esplicita come è stata quella di Bergoglio - scrisse Verbitsky - lui agisce con il tipico stile di un politico.
È in relazione costante con il mondo politico, ha persino incontri costanti con ministri del governo».
Da presidente dei vescovi argentini, molti anni dopo, Bergoglio ha spinto la chiesa argentina a pubblicare una sorta di mea culpa in occasione del 30esimo anniversario del colpo di stato, nel 2006.
"Ricordare il passato per costruire saggiamente il presente" era il titolo della missiva apostolica».

Habemus Gesuitam!

 

Prevedevo l'elezione di un papa fortissimaente legato ai poteri gesuiti e massonici; niente di meglio quindi di un papa gesuita.

Non fatevi ingannare dal fatto che costui venga presentato come un uomo umile dalla parte dei poveri (ho sentito il servizio del Tele Giornale , lo presentavano come se fosse un santo dei tempi moderni).
Anche Obama del resto ci veniva presentato come un presidente dalla parte degli ultimi, degli umili, degli oppressi, mentre ha continuato a fare guerre per ogni dove ed ha spinto l'acceleratore sui progetti più nefasti.
C'è poi da far notare la data dell'elezione (avenuta in tempi rapidi, anche perché costui per poco non era stato eletto papa 8 anni fa): 13 03 2013.
Un fiorire di 13, il numero massonico per eccellenza, ed anche la somma di tutte le cifre è 1+3+3+2+1+3=13.
Del resto su questo Francesco I pesano pesanti ombre.
"Il cardinale Jorge Mario Bergoglio, arciv. di Buenos Aires, presidente dei vescovi argentini, nonché tra i più votati, nel 2005, nel conclave vaticano che ha scelto il successore di Giovanni Paolo II, è accusato di collusione con la dittatura argentina che sterminò novemila persone".
Scriveva così in un suo articolo il famoso prete 'no global' Don Vitaliano della Sala. 
Infatti come leggiamo dall'articolo scorso.
Il 16 aprile del 2005 le agenzie stampa batterono questa news: 
“A due giorni dall'inizio del Conclave, una notizia scuote l'Argentina perché tocca proprio il cardinale di Buenos Aires, Jorge Bergoglio, uno dei più quotati tra i 115 elettori per diventare il nuovo Papa. Il quotidiano messicano ”La Cronica de Hoy” riferisce che contro Bergoglio è stata presentata una denuncia per presunta complicità nel sequestro di due missionari gesuiti il 23 maggio del 1976, durante la dittatura. La denuncia è stata presentata dall'avvocato e portavoce delle organizzazioni di difesa dei diritti umani in Argentina, Marcelo Parilli, che ha chiesto al giudice Norberto Oyarbide di indagare sul ruolo di Bergoglio nella sparizione dei due religiosi a opera della marina militare”.

La news di quasi 8 anni fa è tornata a fare capolino un secondo dopo la nomina di Bergoglio come nuovo papa e, soprattutto tra gli osservatori più attenti, non sono tardate arrivare pesanti critiche.
Come mai? “Colpa” non solo della notizia di agenzia ma anche di un libro, intitolato L’isola del Silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina, scritto dal giornalista Horacio Verbitsky, uno dei principali esperti del movimento argentino per la difesa dei diritti umani, uomo che dopo il golpe militare del 1976 ad opera del dittatore Jorge Rafael Videla entrò a far parte di un'agenzia clandestina che diffuse le prime informazioni sui campi di concentramento del regime e sulle atrocità che causarono oltre 30mila tra morti e torturati. 

 

Chiesa e Religione : E' arrivato il papa double-face.

 

Della scelta di Bergoglio al soglio pontificio non stupisce tanto la nazionalità - ormai all'idea di un papa internazionale ci siamo abituati - quanto il fatto che sia un gesuita.
E' infatti il primo in assoluto nella storia a diventare papa, e questa non è certo una casualità.
Fin dalla fondazione dell'ordine, da parte di Ignazio di Loyola, i gesuiti hanno sempre presentato un doppio volto nei loro rapporti con il vaticano.
Da una parte i primi gesuiti erano i "soldati di Gesù" che andavano in tutt'Europa a combattere il protestantesimo insorgente, nel tentativo di restaurare il potere di Roma durante la controriforma.
Dall'altra però criticavano la lassitudine e la corruzione in cui era caduto il clero romano negli ultimi secoli, chiedevano una più stretta aderenza alle sacre scritture, si auguravano una maggiore preparazione culturale nei vertici della chiesa, e predicavano una povertà e un'umiltà che ormai in vaticano erano del tutto sconosciute.
E' infatti curioso che nessun papa, dal 1200 ad oggi, avesse mai pensato di chiamarsi "Francesco". 
I gesuiti hanno anche il grande merito di aver fatto da ponte culturale fra l'Occidente e l'Oriente, nel periodo delle prime esplorazioni del continente asiatico.
Se non fosse stato per loro, Cina e Giappone non avrebbero saputo quasi nulla di noi, ...
... e noi avremmo saputo ancora meno di loro, per almeno un altro secolo. (Furono i gesuiti a portare dalla Cina l'idea degli occhiali che appoggiano con la bacchetta sulle orecchie, quando noi per tre secoli abbiamo continuato a cercare di pinzarli goffamente sopra il naso, oppure di reggerli davanti agli occhi con un apposito bastoncino).
Ma è soprattutto in Sudamerica che i gesuiti hanno lasciato la traccia più profonda nel loro operato.
E anche questa traccia, purtroppo, ha due volti diversi e contrapposti.
Da una parte, i gesuiti hanno sempre cercato di proteggere le popolazioni locali dagli abusi e i tentativi di schiavizzazione da parte dei latifondisti.
Il culmine di questa loro filosofia venne raggiunto negli anni '70, quando la teologia della liberazione, da loro predicata, sembrò poter diventare il nuovo vangelo sociale per le grandi masse di sfruttati in tutto il continente.
Ma c'è anche il lato oscuro della chiesa, che in Cile e in Argentina ha collaborato attivamente con la repressione militare degli anni 70, non mancando di coinvolgere, a quanto pare, gli stessi vertici gesuiti.
Fu proprio Jorge Bergoglio, il papa eletto poche ore fa, ad essere accusato di aver consegnato alle squadre della morte alcuni preti gesuiti da loro ricercati.
Era il periodo dei desaparecidos, iniziato subito dopo golpe argentino del '76, nel quale oltre 5000 oppositori del regime vennero rapiti dai militari e fatti scomparire nel nulla.
Si sarebbe poi saputo che questi oppositori venivano rinchiusi nei sotterranei della famigerata ESMA, l'accademia della marina militare di Buenos Aires, trasformata per l'occasione in un vero e proprio campo di concentramento.
Qui gli oppositori venivano direttamente uccisi dai militari, oppure venivano caricati su aerei ed elicotteri, e venivano gettati in mare ancora vivi.
Due preti che riuscirono a sopravvivere, Orlando Yorio e Franz Jalics, accusarono in seguito il loro superiore, Jorge Bergoglio, di averli consegnati ai militari.
Bergoglio ha sempre raccontato di essersi adoperato per la loro liberazione, ma non ha mai saputo spiegare perché non sia stato in grado di proteggerli dall'arresto dei militari in primo luogo.
Sarebbe bastata una sua parola, e nessuno li avrebbe mai toccati.
La vicenda, che fece molto scalpore in Argentina, è stata raccontata nel dettaglio da Horacio Verbitsky nel suo libro "El Silencio: de Paulo VI a Bergoglio: las relaciones secretas de la Iglesia con la ESMA".
Insomma, gira e rigira, sembra che sia impossibile trovare fra i cardinali qualcuno che non si tiri dietro un passato pieno di ombre e di ambiguità.
O forse questi cardinali ci sono, ma nessuno ha davvero voglia di eleggerli al papato.

 

 

GESUITI E MASSONERIA: INTELLIGENZE A CONFRONTO

 

 

PREMESSA

Negli ultimi 20-25 anni diversi gesuiti si sono interessati in senso positivo alla massoneria, hanno partecipato a dibattiti pubblici, a convegni organizzati dal Grande Oriente d'Italia, hanno scritto articoli e libri sul pensiero filosofico e sulla storia della massoneria: in altre parole, sono stati gli unici ecclesiastici che, nonostante gli anatemi e le varie scomuniche della chiesa di Roma nei confronti dell'Istituzione massonica, hanno cercato di capirne, finendo molto spesso per condividerla, l'impostazione filosofica.
Scrive il gesuita Prof. Dr. Josè Antonio Ferrer Benimeli ordinario di Storia Contemporanea nell'Università spagnola di Saragozza: "La Massoneria del secolo dei Lumi- lasciando da parte le deviazioni e gli errori propri di qualunque organizzazione raggiunta grande diffusione- appare come una riunione, al di sopra delle divisioni politiche e religiose del momento, di uomini che credono in dio, rispettano la morale naturale e desiderano conoscersi, aiutarsi e lavorare insieme, malgrado le differenze di rango sociale, la diversità di fede religiosa e della loro appartenenza a confessioni o partiti più o meno contrapposti.
Senza dubbio, la chiesa romana, seguendo l'esempio di tanti governi europei, perseguitò questa associazione in accordo con la legislazione dell'epoca, aggiungendo alle pene civili quelle ecclesiastiche per una condotta che a quel tempo costituiva sospetto di eresia e che, invece, ai nostri giorni la chiesa stessa chiama ecumenismo.
Dovettero trascorrere ben due secoli perché la chiesa superasse una situazione che, fortunatamente, appartiene ormai al passato e tante lezioni offre oggi a noi storici alla ricerca della comprensione e dell'unione tra tutti gli uomini che formano la Cattedrale della fraternità dell'Universo: l'Umanità {1} 
A questo punto viene spontanea la domanda: cosa ha spinto la compagnia di gesù a cambiare idea e ad avvicinarsi ad una Istituzione che sin dal suo nascere aveva sempre combattuto con tutti mezzi?
Se ripercorriamo, anche per sommi capi- dato il carattere di questo scritto che è solo una relazione sommaria-, la storia di queste due Istituzioni, si troveranno dei punti di contatto che hanno permesso in questo ultimo quarto di secolo un riavvicinamento, o quantomeno un dialogo, fra due entità che sembravano destinate a combattersi in eterno.
Il primo fatto da prendere in considerazione è come siamo arrivati alla nascita di queste due Istituzioni e, attraverso l'evoluzione nel tempo, se ancora oggi restano validi quei principi etici, morali, religiosi che portarono al loro sorgere.
LA COMPAGNIA DI GESU'

Scrive Malachi Martin: "...non bisogna considerare l'ordine religioso dei gesuiti un'organizzazione umana come tante altre.
Tanti altri organismi del genere hanno avuto il loro momento di gloria, per poi declinare, fossilizzarsi e infine scomparire.
La compagnia di gesù fu fondata nel 1540 da un oscuro basco chiamato Iñigo de Loyola, meglio noto con il nome di Ignatius de Loyola.
Non si possono mettere i gesuiti di Iñigo sullo stesso piano di altre organizzazioni per il semplice motivo che nessun altra organizzazione a noi nota ha potuto competere con i gesuiti per gli immensi servizi resi alla famiglia umana, al di là di ciò che hanno fatto in favore del popolo e della chiesa cattolica {2}.
Dice Antonio Santoni Rugiu: ".... il collegio, destinato alla formazione dei gesuiti, ma anche a quella dei laici, fu una delle più importanti invenzioni della compagnia: in esso gli <scolastici> ossia gli allievi, dovevano apprendere innanzi tutto la <abnegazione di se stessi>, l'annullamento del proprio temperamento e la rinuncia a personali scelte, e acquisire poi gli strumenti di comportamento e di comunicazione che servissero meglio gli scopi <moderni> della Compagnia {3}
L'Ordine aveva quindi delle caratteristiche militari, sia nella forma che nella disciplina: "il primo requisito era infatti l'obbedienza, che doveva essere cieca e assoluta (perinde ac cadaver, con la remissività di un cadavere), proprio come quella di un soldato in battaglia {4}.
Sembra che Lenin, alla fine della sua vita, affermasse che se avesse avuto con sè dodici uomini simili ai primi gesuiti il comunismo avrebbe conquistato il mondo.
Per la "maggior gloria di dio" erano i difensori degli interessi della chiesa, erano "gli uomini del papa"; aveva detto Ignazio di Loyola: "Più il vostro lavoro è universale, più diventa religioso". La compagnia comprese ed assolse sino agli estremi il proprio compito: i gesuiti dilagarono in tutto il mondo, si immersero nei più svariati tipi di società, da quelle primitive a quelle più evolute, si adattarono a tutti i costumi, subirono i più svariati e atroci tipi di martirio, così convinti di dover adempiere in ogni modo la missione loro affidata, che essi stessi non indietreggiarono di fronte a niente guadagnandosi una cattiva fama, che l'uomo della strada conosce molto più di quelli che sono stati e sono tuttora i meriti della compagnia nel campo della cultura e della scienza più che in quello religioso.

 

 

 

Ma addirittura in pubblicazioni scientifiche come in alcuni dizionari, il Webster's Third New International Dictionary, il dizionario di Dornseif, dopo aver dato la definizione di base di gesuita come membro dell'ordine, si danno significati negativi come: "di chi è dedito all'intrigo o al sotterfugio; di persona astuta; di doppio, falso, insidioso, simulatore, perfido...insincero, disonorevole, disonesto, che non dice il vero {5}.
E nel colorito linguaggio della gente di Roma il padre generale dell'ordine trovò una definizione che tuttora lo accompagna: il papa nero, definizione che diventò emblematica quando incominciarono i contrasti con il pontefice romano.
Iñigo aveva scritto: "Speriamo che l'ostilità del mondo non lasci mai in pace troppo a lungo l'Ordine". Ed è stato esaudito.
Gli uomini del papa fecero guerra a Lutero, Calvino e a tutte le chiese protestanti.
Scrive M. Martin: "I gesuiti portarono la guerra all'interno dei territori di questi nemici del papa.
Affrontarono controversie pubbliche, discussero nelle Università protestanti, predicarono nei crocicchi e nei mercati.
Si rivolsero ai consigli municipali, cercarono consigli della chiesa.
Si infiltrarono nei territori ostili travestiti, si mossero nella clandestinità.
Erano dappertutto, con la loro intelligenza, il loro acume, il loro sarcasmo, la loro cultura e la loro pietà.
Il loro tema costante:Il Vescovo di Roma è il successore di Pietro, l'apostolo su cui cristo ha fondato la sua chiesa.
Questa chiesa è una gerarchia di vescovi in comunione al vescovo di Roma.
Ogni altra associazione ecclesiastica è un'indecente eresia, figlia di Satana.
In altre parole, nessuno poteva ignorare i gesuiti; tutti sapevano che erano campioni incrollabili di quella autorità e di quella supremazia {6}.
Per più di duecento anni ebbero in Europa il monopolio dell'educazione.
Dice Santoni Rugiu: "Il collegio non nasce con i gesuiti...
Ma il Collegio gesuitico era non solo una istituzione ben più ampia e diffusa, soprattutto sfruttava fino in fondo la condizione di vita collegiale come comunità educativa, diremmo oggi.
Che le regole di vita, e quindi i modi formativi, fossero per molti aspetti lontane e opposte alla nostra idea di libertà e di laicismo pedagogico, non toglie nulla alla realtà storica che il successo dei gesuiti, prima che al curriculum didattico, fu dovuto all'organizzazione complessiva dei loro strumenti formativi e anche al fatto- certo non trascurabile, anzi- che nei paesi cattolici i fini generali del loro insegnamento concordavano benissimo con quelli della classe dominante{7}.
"Al culmine della loro storia" - dice Martin - "duecento anni dopo la fondazione, i gesuiti ebbero un ruolo formativo e decisivo nell'educazione e nelle scienze praticamente di tutti i paesi dell'Europa e dell'America Latina.
Giocarono un ruolo in ogni alleanza politica in Europa, ebbero una posizione influente in ogni governo, un posto di consigliere presso ogni grand'uomo e ogni donna potente.
Il primo occidentale a frequentare la corte del Gran Mogol fu un gesuita.
Sempre un gesuita fu il primo a essere dichiarato mandarino nel palazzo dell'Imperatore di Pechino.
La lista dei grandi che hanno frequentato i gesuiti potrebbe continuare per pagine e pagine.
Essi stilarono trattati, negoziarono paci, fecero da mediatori fra nazioni in armi, combinarono matrimoni reali, partirono per pericolose missioni di salvataggio, vissero dove non erano bene accolti come agenti segreti della Santa Sede {8}.
Tutte queste manifestazioni di potenza fecero sì che nel 1773 Clemente XIV decidesse di abolire la compagnia di Ggesù; di conseguenza sciolse i ventitremila gesuiti, fece incarcerare il padre generale ed i suoi consiglieri, abbandonò al loro destino i missionari sparsi nel mondo, giustificando questo atto con le seguenti parole:"Le ragioni le teniamo chiuse nel nostro minuscolo cuore."
Una frase simile l'aveva adottata alcuni anni prima Carlo III di Spagna (1759-1788) che nel decreto per la esecuzione dell'"espulsione dei regolari della compagnia di gesù" aggiungeva: "e per molte altre (ragioni) urgenti, giuste e necessarie, che racchiudo nel mio animo Regale {9}.
Ma non è tutto.
Anche Clemente XII nella costituzione apostolica "In eminenti" del 26 aprile 1738 (prima bolla papale di scomunica della Massoneria) "in mancanza di prove concrete o di motivazioni atte ad avvalorare crimini o delitti proporzionali a così severa condanna, con il ricorso al sospetto o alla supposizione quale argomento supremo col quale, in verità, non si fa altro che mettere in evidenza l'incredibile livello di ignoranza circa l'oggetto della condanna .." conclude con il famoso motivo segreto: "E per altre ragioni giuste e ragionevoli conosciute da Noi soli {10}
Ma torniamo alla compagnia di gesù che Papa Pio VII nel 1814 decise di far risorgere perchè aveva bisogno dei gesuiti: non va dimenticato che nel 1814 si aprì il "Congresso di Vienna" il cui obiettivo principale fu la restaurazione.
E gli "uomini del papa" in pochissimo tempo tornarono all'antico splendore.
Dice M. Martin:"I gesuiti resuscitati ricominciarono da capo, con zelo rinnovato e si prodigarono in uomini e fatica per assicurare che il primo concilio vaticano proclamasse nel 1860 che l'infallibilità del papa era un articolo di fede e un dogma rivelato.
La loro opera fu così efficace e così odiosa per tanti, che valse ai gesuiti un nuovo epiteto; furono chiamati ultramontani, coloro che appoggiavano l'odioso vescovo che viveva a Roma oltre le montagne (le Alpi) {11}.
E Martin prosegue: "Con la vita e con la morte, i gesuiti scrissero la propria storia come gli uomini del Papa, come padre Walter Ciszeck finito a languire per diciassette anni nel Gulag sovietico;o padre Augustin Bea, che percorse in lungo e in largo l'Unione Sovietica del tempo di Stalin per raccogliere un quadro accurato per la santa sede; o padre Tacchi Venturi, promotore dei negoziati tra Mussolini e papa Pio XI.
In realtà, ciò che li fece agire a grande distanza di spazio e di tempo fu il favoloso attaccamento all'obbedienza, consacrato da un voto speciale: che ogni loro impresa sarebbe stata all'insegna dell'obbedienza al Papa.
L'ampiezza di vedute continuò ad evolversi fino a che i gesuiti raggiunsero il momento di massima fioritura nella prima metà del ventesimo secolo.
Grazie ai loro sforzi, ebbe luogo uno pseudo rinascimento del cattolicesimo sociale e culturale, che rese possibile ai cattolici di essere scienziati, tecnologi, psicologi, sociologi, politologi, capi politici, artisti, studiosi, rimanendo se stessi anche nelle branche più nuove del sapere, sempre in grado di conciliare tutto con una convinzione solida come la roccia {12}.
Fino al 1965 la compagnia non aveva mai deviato da questa missione.
Ma con la chiusura dell'ultima delle quattro sessioni del concilio vaticano II avvenne ciò che nessuno avrebbe potuto immaginare.
Dice M. Martin: "Pedro de Arrupe y Gondra fu eletto ventisettesimo padre generale dei gesuiti.
Sotto la guida di Arrupe e nelle aspettative di un cambiamento autorizzato dal concilio, la visione di natura antipapale e socio-politica che era maturata di nascosto per più di un secolo fu accolta dalla  ompagnia in quanto organizzazione.
Il repentino cambiamento non fu casuale, ma un atto deliberato, al quale Arrupe, come padre generale, fornì una guida ispirata ed entusiasta.
Ma ci vuole del tempo prima che il modo di considerare una grande istituzione religiosa cambi.
La reputazione che la compagnia si era guadagnata nei secoli era il migliore paravento dietro il quale costruire una compagnia molto diversa, come quella che si è venuta a creare negli ultimi vent'anni.
In effetti la storia, la storia gloriosa della  compagnia fece sì che i fatti attuali risultassero invisibili e che i nuovi capi potessero presentare il nuovo atteggiamento verso il mondo come l'estrema e migliore espressione della spiritualità e della lealtà ignaziane.
Per la grande massa dei cattolici, sia laici che ecclesiastici, era impensabile che proprio i gesuiti potessero diffondere una nuova idea della chiesa; o che muovessero guerra non a un solo papa, ma addirittura a tre, denigrandoli, ingannandoli, disubbidendo loro, aspettando la morte di ciascuno con la speranza che il prossimo avrebbe lasciato loro mano libera.
Inevitabilmente, la guerra dei gesuiti contro il papato è venuta alla luce durante il pontificato di Karol Wojtyla.
Quest'uomo carismatico e ostinato giunse al soglio pontificio con l'esperienza diretta del marxismo in Polonia.
Dal momento dell'elezione, fu chiaro che Giovanni Paolo II avrebbe incontrato l'opposizione di molti membri della burocrazia vaticana che aveva ereditato.
Ciò che fu meno chiaro, anche per i consumati osservatori vaticani, era che anche i gesuiti avrebbero sfidato la sua autorità in materia politica.
Niente di ciò che Giovanni Paolo II ha tentato dal momento in cui è arrivato alla cattedra di s. Pietro nel 1978 è servito a dissipare o almeno ad attenuare l'opposizione gesuita {13}.
Fin qui si è cercato, attingendo a fonti sicuramente insospettabili, di delineare per sommi capi quella che è stata la storia della compagnia di gesù, sottolineando in particolare quelle attitudini e quei condizionamenti che hanno determinato nei gesuiti una particolare forma mentis che ha da sempre improntato il loro modo di agire.
Ma l'osservazione preliminare, che dovrebbe portare ad una qualche conclusione, era che al giorno d'oggi, e probabilmente anche in passato, la lotta dei gesuiti contro tutto e contro tutti sembra essersi arrestata di fronte ad un'altra Istituzione che a sua volta ha improntato le proprie dottrine ed il proprio comportamento a difesa di certi irrinunciabili principi, sì che anch'essa è continuamente sul piede di guerra nei confronti di quei governi, sia civili che ecclesiastici, che non consentono l'espressione della piena libertà dell'uomo.
Non a caso, la massoneria non esiste o è stata soppressa, almeno ufficialmente, in quei paesi e in quei periodi in cui si è affermata la dittatura; e non a caso, come si è visto, i gesuiti sono stati fatti oggetto di analoghe persecuzioni là dove i loro principi in materia religiosa incontravano l'opposizione di precise norme comportamentali volte a salvaguardare questa o quella autorità.

Da alcuni anni gli organi di informazione pubblica - stampa e tv - non perdono occasione di attribuire alla massoneria una deleteria influenza sulla vita economica e politica del nostro Paese, attribuendo a tale istituzione fatti e comportamenti che in realtà sono addebitabili a persone o a gruppi che con la vera massoneria non hanno niente a che fare.
E' allora legittimo chiedersi quale influenza essa abbia realmente ed abbia avuto in passato nello sviluppo culturale, morale e sociale delle Nazioni europee e del Nord America e se tale influenza sia stata dannosa o al contrario determinante per tale sviluppo.
Poichè le origini tradizionali della massoneria si fanno risalire ad epoche anteriori alla civiltà egiziana, è necessario restringere il campo di indagine e partire dalla massoneria cosiddetta moderna.
D'altra parte non è possibile un esame di un determinato periodo senza far cenno a quella che è stata la storia della massoneria quale istituzione avente come scopo principale la difesa della libertà di pensiero, che in certe epoche fu possibile proprio e soltanto nelle logge massoniche; e dovremo anche vedere come la massoneria operativa si sia trasformata in massoneria speculativa che è quella dell'epoca attuale.
A) LIBERTA' DI PENSIERO E SEGRETO MASSONICO

E' una delle tante contraddizioni dell'essere umano: la libertà, il più prezioso dei doni dati all'uomo dalla sua stessa natura, diventa spesso un tesoro proibito da custodire nell'ombra!
Per dimostrare questa affermazione, occorre rifarsi alle origini della massoneria limitatamente al periodo storico, in quanto le sue origini mitiche altro non sono che la narrazione simbolica dell'evoluzione naturale dell'uomo e della sua progressiva presa di coscienza della duplicità della propria natura, dell'esistenza del divino in lui e della necessità di svilupparlo attraverso valori universali, quali la solidarietà, la tolleranza, lo spirito di pace, l'amore verso gli altri e verso il proprio sè.
E poichè i livelli evolutivi - che niente hanno a che fare con quelli culturali - variano profondamente da individuo a individuo, ne derivava la necessità che le istituzioni preposte alla scoperta e all'utilizzazione delle potenzialità umane più elevate assumessero un carattere élitario e separessero l'insegnamento esoterico da quello exoterico, per meglio adattare l'uno e l'altro alle esigenze delle varie personalità.
Non si trattava soltanto di "non dare perle ai porci" ma soprattutto di non turbare le coscienze più semplici con idee inadatte.
Va notato per inciso che ogni qualvolta la massoneria ha assunto un atteggiamento più permissivo nell'accogliere i profani nel suo seno, lasciando che la quantità andasse a detrimento della qualità, si è verificato all'interno dell'istituzione un processo involutivo con scadimento dei valori intrinseci e perfino della ritualità.
Perciò, insieme a quell'ampiezza di vedute e a quel sentimento di solidarietà universale che non fa distinzioni di razza, di censo, di professione ecc., deve essere rigorosamente mantenuta quella cautela nella selezione degli aspiranti che garantisce il mantenimento dell'istituzione stessa con le sue caratteristiche e le sue finalità.
Dunque fin dall'inizio la massoneria si è connotata per una continuità concettuale e metodologica della tradizione esoterica, mutuando i suoi simboli ed i suoi riti dalle antiche scuole pitagoriche, platoniche, gnostiche, cabbalistiche ecc., oltre che dall'umanesimo egizio, orientale, greco, arabo, romano e così via.
Ma quando l'oscurantismo del cattolicesimo dogmatico scatenò in Italia e in tutta Europa le persecuzioni contro tutti coloro che dissentivano da tali concezioni, il segreto divenne necessario anche per motivi pratici di sicurezza e la libertà di pensiero potè sopravvivere grazie alle associazioni iniziatiche che annoveravano ordini cavallereschi e corporazioni d'arti e mestieri, accademie, circoli e scuole filosofiche che fiorivano nei liberi Comuni grazie al mecenatismo dei signori rinascimentali.
E tutte queste associazioni avevano in comune quella che è tuttora la base portante della massoneria moderna, e cioè una concezione antidogmatica della religione e di tutte le conoscenze umane, una concezione deistica e gnostica dell'uomo- nel senso che la sua realizzazione parte dalla conoscenza di se stesso e del divino in lui- ed una concezione altamente democratica sul piano politico e sociale.
Perciò, mentre da una parte riscontriamo una unicità ed una continuità tradizionale del pensiero massonico, dall'altra troviamo una molteplicità di filoni storici della massoneria, che si sono sensibilmente ridotti dopo che le molte associazioni preesistenti hanno lasciato la loro eredità ideale ad un unico grande organismo, la Grande Loggia di Londra, la cui fondazione nel 1717 segna la nascita della massoneria moderna.

 

B) MASSONERIA OPERATIVA E MASSONERIA SPECULATIVA

Tralasciando, come si è detto, le origini mitiche della massoneria possiamo rifarci alla tradizione medioevale per distinguere i diversi filoni cui si è accennato: Eugenio Bonvicini, cui si devono dotte opere storiografiche, distingue infatti tre tipi di associazioni che possono considerarsi le antenate della moderna massoneria non solo per lo spirito che le animava ed i principi cui si ispiravano, ma anche per le peculiarità del comportamento reciproco fra gli associati, trasfuse nella attuale ritualità massonica {14}
Innanzi tutto egli cita gli ordini cavallereschi e parareligiosi ed in particolare l'Ordine dei Templari: quest'ultimo, che attraverso le crociate era stato in contatto con la cultura del mondo arabo ed orientale, fra il 1100 ed il 1300 da compagnia a carattere monastico e militare sorta per la difesa della terra santa si trasformò in un organismo assai più complesso a carattere imprenditoriale, con la caratteristica di essere svincolato da legami territoriali e da sudditanze feudali e teologiche e quindi in grado di assumere in tutto il bacino del Mediterraneo e nell'Europa continentale un potere politico ed economico che non avrebbe tardato a scontrarsi con quello degli Stati sovrani e della chiesa.
E proprio per questa sua conquista della libertà materiale e morale l'ordine dei templari fu caratterizzato da quelle qualità che hanno sempre connotato l'istituzione massonica, cioè rispetto e tolleranza - inusuale all'epoca - per ogni altra forma di culto, compreso quello mussulmano, e potè sviluppare dei contatti con le città che si erano date la forma di comune libero e la cui economia si imperniava sulle corporazioni d'arti e mestieri e sulle fratellanze.
Il Bonvicini ritiene perciò più che probabile un collegamento ed una influenza reciproca tra l'ordine dei templari e questi altri organismi, in particolare con gli ordini dei costruttori o dei liberi muratori, le cui regole riflettevano un cammino iniziatico; ciò tanto più che anche i templari erano costruttori di strade, monasteri e fortificazioni militari.
Di conseguenza non fa meraviglia che all'epoca delle persecuzioni scatenate da Filippo il Bello e papa Clemente V (1307-1314) i templari sfuggiti alla strage abbiano trovato rifugio nelle logge dei liberi muratori, cui li accomunavano gli ideali di libertà.

 

 

Un altro tipo di associazioni, imperniato sulla difesa di questi ideali ed in particolare sul rifiuto dei dogmi della chiesa romana, era costituito dalle varie sette religiose che questa considerava eretiche: gnostici, manichei, alchimisti, pitagorici ecc..
Vi erano poi le scuole letterarie della Provenza- i Trovatori- e la scuola italiana del "Dolce Stil Nuovo", che avrebbero dato origine alle Accademie del XIV e XV secolo, dove ritroviamo una multiformità di interessi che avevano in comune l'affrancazione dal potere politico e religioso e l'esaltazione dell'ideale umanistico.
E finalmente, per quanto concerne le basi organizzative della massoneria anteriore al 1717, esse vanno certamente ricercate nelle associazioni dei Liberi Muratori, in particolare nelle Confraternite dei Maestri Comacini in cui - dice il Bonvicini- predominava l'aspetto corporativo e di fratellanza, dando ad esse quel carattere massonico che forse originariamente non ebbero e che invece si evidenzia già nei Collegi dei Fratelli Comacini {15}: questi già con l'Editto di Rotari del 632 furono affrancati dalle leggi delle autorità feudali di quei luoghi dove si recavano a costruire, donde la denominazione di "liberi o franchi muratori".
La loro libertà fu ancor più garantita nelle epoche successive e ciò consentì loro di avere una propria legislazione comprendente statuti, rituali, regole per il passaggio di grado, mentre il luogo delle loro riunioni segrete prese il nome di "Loggia" dal locale in cui erano custoditi gli attrezzi e gli strumenti di calcolo.
L'ammissione a tali logge era strettamente riservata a coloro che operavano nell'arte muratoria e quindi si usa dire che la massoneria degli inizi era una "Massoneria Operativa"; solo nel 1600 avrebbe avuto luogo la "accettazione" di persone estranee all'arte per consentire loro di partecipare a lavori "speculativi" che si svolgevano nelle logge, ma il Bonvicini ritiene che questa pratica abbia avuto inizio assai prima, in quanto all'interno delle corporazioni esisteva una élite formata dagli architetti o maestri d'arte che costituivano la massima espressione culturale laica dell'epoca e che ovviamente si incontravano con altri uomini di pensiero aventi gli stessi ideali, fra i quali i già citati Templari.
Così, molto prima del 1717, la massoneria divenne anche "speculativa" per l'accettazione di personaggi provenienti da organismi assai simili nelle loro finalità e che con le logge stabilivano un legame di pensiero, in cui l'arte muratoria restava come simbolo.
Osserva acutamente il Bonvicini: "Da qui si comprende come la loggia, da studio di lavoro professionale, si trasformasse in luogo di riunione segreta per il reciproco scambio culturale e come si ricercasse nel rito e nel simbolo di celare il segreto di essere diventato l'uomo libero, affrancato dai pregiudizi, dalle superstizioni, dal dogmatismo ufficiale.
Era inoltre l'homo vagantis per tutta Europa e quindi aperto alle più vive sorgenti letterarie delle varie lingue nazionali e da qui è facile intravedere i possibili punti di contatto con gli uomini colti delle corti più evolute e meno conformiste e con i Trovatori, con i letterati e poeti che in tali corti si raccoglievano {16}.  
Dell'antichità del fenomeno dell'accettazione muratoria di persone estranee al mestiere esistono prove storiche in quanto già in atti inglesi risalenti al XIII e XIV secolo si trovano le espressioni "accepted massons" e "free massons" contrapposti agli "admitted massons" che erano gli affiliati per il loro lavoro.

C) LA MASSONERIA RINASCIMENTALE E MODERNA
Si è già accennato alle accademie che sorsero allorchè alla aristocrazia feudale venne a poco a poco a sostituirsi una nuova classe formata dalla borghesia arricchitasi con le attività produttive e con il commercio, e questi mutamenti sociali dettero luogo ai fenomeni dell'umanesimo, del rinascimento e anche della riforma religiosa.
Ed è in questo ambiente che dovettero aver luogo gli incontri fra i liberi pensatori dell'epoca, sì che alla decadenza del filone comacino fece seguito in Italia il sorgere delle accademie in cui si rinnovava una libera muratoria a carattere europeo.
Dunque la massoneria speculativa si sovrappose a quella operativa molto tempo prima della costituzione della Gran Loggia di Londra.
Dobbiamo tener presente che le logge muratorie inglesi ebbero vita assai più tranquilla di quelle esistenti in Italia e in Francia dove era assai maggiore l'intolleranza religiosa.
Si arrivò così all'unione delle quattro logge esistenti a Londra in un'unica Gran Loggia, con l'elezione di un Gran Maestro e con l'approvazione dei cosiddetti "Landmarks" cioè di una serie di regole che costituivano gli antichi doveri e gli antichi principi osservati tradizionalmente nelle istituzioni iniziatiche e non soltanto in quelle massoniche.
I Landmarks raccolti da Anderson furono dunque approvati nel 1723 dalla Gran Loggia di Londra e costituiscono tutt'oggi il fondamento di tutte le istituzioni massoniche da questa riconosciute.
A questo punto la massoneria diventava la protagonista del secolo dell'illuminismo e dette vita a vari "filoni" anche attraverso i cosiddetti "riti di perfezionamento"; ognuno di questi filoni fu a sua volta protagonista di mutamenti politici e sociali nei vari Paesi, in cui contribuì a determinare eventi storici di fondamentale importanza come la Rivoluzione Francese, le guerre di indipendenza americane, il Risorgimento Italiano ecc. 
La fondazione della gran loggia di Londra sanciva la frattura con il passato e getteva le basi per una nuova concezione della società, della religione e dell'uomo abbracciando e sviluppando i contenuti della filosofia deistica.
Le successive costituzioni del 1723 erano una sorta di impegno morale alla lotta contro il dogma attraverso l'esaltazione della libertà e della tolleranza.
Nel terzo e quarto decennio del XVIII secolo l'Europa accoglieva in pieno questi nuovi principii e Grandi Orienti nascevano in tutti gli Stati anche sotto la protezione dei monarchi, come nella Prussia e in Austria.
Ma per quale motivo la massoneria si diffuse così velocemente sul continente ed anche in quegli Stati dove esistevano monarchie assolute, dove i tribunali dell'inquisizione svolgevano ancora la loro opera, dove esisteva ancora il diritto di censura?
La risposta sembra debba ricercarsi in quello spirito anticlericale e anticuriale nonchè giurisdizionalista che pervadeva la politica del XVIII secolo, in particolar modo nei primi decenni.
Si avvertiva sempre più da una parte la necessità di riforme politiche e sociali e dall'altra il bisogno di riscattare il potere laico dai pesanti condizionamenti che la chiesa di Roma aveva messo in atto con una pressante politica curiale.
E fu proprio nel campo religioso che questo rinnovamento si fece sentire con il consolidarsi di quel movimento "giansenista" che attirava le basse gerarchie ecclesiastiche e che lottava contro il fanatismo e l'autoritarismo infallibile del papa.
E questa lotta dei giansenisti era vista di buon occhio dal potere laico, in particolar modo in Francia dove trovò valido sostegno nei Parlamenti Provinciali, convinti assertori della linea gallicana.
Non va dimenticato che il documento più rappresentativo del gallicanesimo "Dichiarazione del clero gallicano sul potere nella Chiesa", fu approvato nel 1682 in una riunione straordinaria dell'Assemblea Generale del clero francese.
In Francia si andava così preparando quello scontro con la "Compagnia di Gesù", che era divenuta uno dei più ricchi e potenti ordini ecclesiastici, assertrice dell'infallibilità del papa e strenua sostenitrice della gerarchia clericale.
Questo scontro si concluse con la vittoria del Parlamento di Parigi che metteva al bando su tutti i territori del Regno di Francia la Compagnia di Gesù confiscandone tutti i beni e mettendo fine all'istruzione scolastica ed universitaria degli Ordini Religiosi.
E proprio in questa contrapposizione fra potere laico e potere curiale le monarchie europee mostrarono un atteggiamento tollerante nei confronti della massoneria che, come movimento laico e anticlericale, poteva esercitare nell'ambito sociale una influenza favorevole alle nuove istanze giurisdizionaliste.
Ma l'interesse dei monarchi verso questa nuova istituzione era dovuto anche al fatto che essa raccoglieva le simpatie della classe intellettuale che si ispirava alle nuove idee di libertà di pensiero e di giustizia.
Vi fu quindi il fenomeno dell'adesione alla massoneria dell'aristocrazia e delle case regnanti con il dichiarato intento di controllare questa istituzione dal suo interno: Federico di Prussia fondò un Grande Oriente Prussiano del quale fu Gran Maestro; nei territori dell'impero asburgico fu fondato un Grande Oriente cui aderirono i maggiori esponenti della monarchia.
Si moltiplicarono le logge illuministe, dove dominava lo spirito riformatore e progressista ispirato alle dottrine di Rousseau e di Voltaire.
Nacquero così a Parigi la "loggia delle Nove Sorelle" e a Vienna la "Zur Wahren Eintracht" che raccolsero il fior fiore degli intellettuali francesi e austriaci, e intorno agli anni '80 la massoneria europea raggiunse la massima diffusione e popolarità a tutti i livelli della società penetrando anche nell'alta aristocrazia che non mancò di offrire protezione a molti "fratelli".
GLI ULTIMI SVILUPPI - CONCLUSIONI
Dopo la Rivoluzione Francese, l'Istituzione massonica cambiò fisionomia perchè i suoi ideali vennero in gran parte asserviti al sogno di grandezza napoleonico; e dopo la Restaurazione la massoneria non ebbe più il favore dei governanti che non dimenticavano la sua precedente strumentalizzazione.
Ciò avvenne soprattutto nei Paesi in cui si era maggiormente affermato il dominio napoleonico e cioè in Francia e in Italia.
Già dal 1814 i governi italiani proibirono l'appartenenza alla massoneria e "l'opposizione al regime autoritario dovette quindi utilizzare un nuovo strumento, quello della società segreta, arma di lotta attiva e impegnata sul terreno politico e non di sola battaglia ideologica e culturale.
Le società segrete sorte in Francia, in Italia e in altri Paesi derivavano certamente dalla massoneria i metodi organizzativi, la pratica latomistica, il rituale e il frasario simbolici, ma al tempo stesso si differenziavano dalla massoneria settecentesca per la pratica attivistica e cospiratoria.
Nel novero delle nuove società segrete la più operosa e vitale apparve presto la Carboneria (la quale) derivata dai Charbonniers della Franca Contea e introdotta nell'Italia Meridionale intorno al 1806, pur subendo il fascino del rituale massonico, fu cosa diversa dalla Massoneria.
Un netto stacco nei confronti non soltanto dell'ideologia, ma anche della struttura organizzativa e del ritualismo simbolico massonico fu poi operato all'inizio degli anni '30 da Giuseppe Mazzini e dalla sua Giovine Italia.
Si può quindi concludere che la massoneria nel corso del Risorgimento, sia prima che dopo le rivoluzioni del 1848, pur avendo a volte costituito un modello o un punto di riferimento organizzativo per il mondo settario italiano, restò inoperosa e quasi in letargo {17}
Di massoneria si torna a parlare, nel senso in cui oggi la intendiamo, con la costituzione della Loggia Ausonia di Torino nel 1859 e successivamente con la fondazione del Grande Oriente d'Italia: essa però risorgeva risentendo fortemente del degrado conosciuto nel periodo napoleonico, per cui agli ideali dei Landmarks, tuttora alla base dell'Istituzione, si aggiungevano chiari scopi politici e di potere.
Inoltre essa risentiva ancora degli influssi giacobini che le davano una precisa connotazione anticuriale e anticlericale.
Le cose non cambiarono nel periodo che va dall'unificazione d'Italia alla Grande Guerra, periodo cui si riferisce la dotta disamina del Prof. Augusto Comba dell'Università di Torino.
Fino all'avvento del fascismo la massoneria si rafforzò politicamente, rappresentando la corrente laica ed il potere laico in contrapposizione alle forze conservatrici e clericali.
Dichiarata fuori legge dal fascismo, che subito dopo risolse la questione romana con i Patti Lateranensi del 1929, rialzò le colonne dei propri Templi alla fine della seconda guerra mondiale e da allora continua a rappresentare, per la verità con assai minor forza ideologica e politica, la corrente laica ed anticlericale.
Al periodo che va dal 1929 al 1980 si riferisce l'articolo del Gesuita Padre Giovanni Caprile.
Le trattative tra il Governo Mussolini e la santa sede, che portarono alla stipula dei Patti Lateranensi, videro l'alleanza tra Pio XI e Mussolini per "liquidare" la massoneria, sebbene lo stesso Pio XI nell'Enciclica "Non abbiamo bisogno" del 1931 lamentasse il persistere di fatto di gruppi massonici.
Nel secondo dopoguerra la massoneria in Italia ebbe l'appoggio di quella americana, ma gli ideali che l'avevano caratterizzata nel passato erano sostituiti dalla ricerca del potere ideologico e politico.
Ciò si prestava assai bene ad offrire il fianco alle critiche spesso feroci che di volta in volta apparivano su "Civiltà Cattolica": i gesuiti erano in quel momento totalmente identificati nella loro missione di difensori del papa e non perdevano quindi occasione di battersi in maniera assai oculata, sia per le modalità che per la scelta dei tempi, per mantenere alla chiesa romana il maggior numero possibile di privilegi.
L'avversario però non era tanto la massoneria, quanto la coalizione di sinistra (PCI-PSI), tanto è vero che l'affermarsi della DC, nelle elezioni del 1948, fu dovuto principalmente alla mobilitazione in suo favore del mondo ecclesiastico.
E che il problema della massoneria non costituisse più una spina nel fianco del Vaticano, che fino ad allora non era stato avaro di scomuniche, lo dimostra il fatto sottolineato dal già citato padre Caprile, che nel Concilio Vaticano II tale questione non fu nemmeno trattata.
Ma quel Concilio avrebbe segnato l'inizio di una autentica rivoluzione in seno alla Compagnia di Gesù, la quale avrebbe a poco a poco assunto un atteggiamento di distacco dalle posizioni ufficiali della chiesa di Roma, culminato in un'aperta dissociazione.
Contemporaneamente, anche la massoneria- con riferimento principalmente a quella ufficiale riconosciuta dalla Gran Loggia d'Inghilterra e cioè al Grande Oriente d'Italia- abbandonava la sua rigidità ed il suo atteggiamento anticlericale, tornando all'antica tolleranza verso ogni fede religiosa: i vecchi massoni di mentalità "carbonara e giacobina", lasciavano il posto ad uomini aperti ad ogni esperienza di carattere spirituale, che vedevano nel Grande Architetto dell'Universo il fine ultimo a cui tendere.
E i gesuiti, con Teilhard de Chardin, consideravano il "fenomeno umano" con la larghezza di vedute dello scienziato, riconoscendo nella libertà di coscienza la matrice della sua evoluzione.
Così i secolari nemici, massoni e gesuiti, si ritrovavano in pieno accordo nel perseguire la missione propria di ogni associazione religiosa e iniziatica: l'elevazione materiale, morale e spirituale dell'uomo, che è poi il programma della massoneria.
Ottavio Gallego
NOTE E BIBLIOGRAFIA

1 - J. A. Ferrer BENIMELLI - "La Massoneria nella storia d'Italia" a cura di Aldo A. Mola - Edizioni Atanor - Roma - Settembre 1981 - pagg. 43-44.

2 - Malachi MARTIN - "I Gesuiti" - Sugar Editore - Milano 1987 - pagg. 19-20.

3 - Antonio SANTONI RUGIU - "Storia Sociale dell'Educazione" - Principato Editore - Milano gennaio 1990 - pag. 224.

4 - Ibidem

5 - Malachi MARTIN - op. cit. - pag. 21

6 - Malachi MARTIN - op. cit. - pag. 22

7 - Antonio SANTONI RUGIU - op. cit. - pag. 226.

8 - Malachi MARTIN - op. cit. - pagg. 24-25

9 - J. A. FERRER BENIMELLI - op. cit. - pag. 24

10 - J. A. FERRER BENIMELLI - op. cit. - pagg. 22-24

11 - Malachi MARTIN - op. cit. - pag. 26.

12 - Malachi MARTIN - op. cit. - pagg. 27-28.

13 - Malachi MARTIN - op. cit. - pagg. 29-30

14 - Eugenio BONVICINI - "Massoneria antica - Dalla Carta di Bologna del 1248 agli Antichi Doveri del 1723" - Edizione Atanor - Roma 1989 - pag. 21

15 - Eugenio BONVICINI - op. cit. - pag. 102

16 - Eugenio BONVICINI - op. cit. - pag. 153

17 - Franco DELLA PERUTA - "La Massoneria nella Storia d'Italia" a cura di Aldo A. Mola Edizioni Atanor - Roma - Settembre 1981 - pagg. 62/66

IL PAPA NERO- L' Uomo più potente del Mondo?

Rick Martin intervista Eric Jon Phelps

Così, avete pensato che foste abbastanza bene informati ormai circa tutti giocatori principali, sul campo della “cospirazione”? Per anni forse ne avete sentito parlare (o ci siete inciampati per conto vostro) dei vari elementi della società che gestiscono il nostro mondo da dietro le scene. 
Magari siete ben informati circa il ruolo giocato, per esempio, dai sionisti Khazari (che hanno inventato la parola “ebreo„ per travestire la loro eredità adottata, per distinguersi dai Giudei biblici), o il ruolo giocato dai Banksters (gangster di attività bancarie) che gestiscono le economie del mondo, dal CFR (consiglio affari esteri), la Commissione trilaterale,l Bilderbergers, il comitato dei 300 (le 17 cosiddette famiglie “dell'elite„) più ricche - i Rothschild in Inghilterra, i Rockefellers in America, i Bronfman nel Canada, e così via, comprendendo la struttura di potere fisica dei burattini del Nuovo Ordine Mondiale sotto la direzione dei motivatori oscuri, i sovra-dimensionali “Maestri dell'Inganno„ conosciuti comunemente come Lucifero o Satana e le loro coorti di “angeli caduti„. Mentre tutti quei particolari contribuiscono a capire il Quadro Globale, ciò che state per leggere costituisce l'anello mancante più importante di questa intera struttura. 
E non intendo una piccola parte marginale; Intendo un anello centrale di collegamento, nascosto così bene dal punto di vista del grande pubblico e per così a lungo, che neppure i più preparati “degli studiosi di teoria di cospirazione„ probabilmente, hanno gran parte delle informazioni che stanno per essere presentate qui. 
Definire ciò che segue “discutibile„ e “offensivo„ è quasi una delicata dichiarazione incompleta di verità sulla materia! Questo anello mancante cambia l'intera inclinazione dell'intero campo di giuoco! 
Dopo i mesi di anticipazione e le settimane di preparazione, martedì 14, potevo infine parlare con l'autore degli “Assassini del Vaticano”, Eric Jon Phelps. Non c'era semplicemente altro modo per scoprire il capolavoro storico di Eric che spazia, letteralmente, in cinque secoli, se non fargli delle domande, che coprono le portate enormi di tempo e di eventi. Ciò ha richiesto quasi quattro ore per raggiungere l'obiettivo, ma saremmo potuti facilmente andare avanti per altre quaranta ore. 
Noi qui dello “SPECTRUM” siamo semplicemente poco disposti a ridurre l'importanza di questo lavoro presentandolo in un modo troppo sintetico. Infatti, per condividere questo materiale con almeno alcuno del backup pertinente, Eric ci ha assegnato il permesso di pubblicare (direttamente dopo l'intervista) parecchi estratti dal suo libro tra poco pubblicato, che vi aiuterà nella comprensione di aspetti determinanti di questa storia magnifica importante e ampiamente rivelatrice. L'anello mancante è certamente un collegamento centrale. 
Chiamiamo questa storia la “Jesuit-Vatican connection" (Connessione Gesuita-Vaticana) dei piani del nuovo ordine mondiale rivelato. Dovete farvi un'idea di quanto sia così centrale e così ancora ben nascosto questo collegamento! Ci sono buoni motivi sul fatto che la Biblioteca segreta del Vaticano sia così estesa pur rimanendo così preclusa dall'intrusione esterna, malgrado i tanti che volessero possedere una tale raccolta di informazioni che descrivono molto dettagliatamente dati “censurati„ sulle nostre verità e la nostra eredità culturale dell'altro mondo. Quando uno legge un lavoro come “Assassini del Vaticano”, non ci aiuta ma ci fa riflettere su tutte quelle ore di storia passate a scuola, 
in lezioni appositamente “arrangiate”, sciacquate e noiose. Invece la storia vera su ciò che è stato è dinamica e piena di intrighi calcolati. 
In questo campo , ho ascoltato e letto di tutto. Ma quando ho dovuto tirare su la mia mascella fuori dal pavimento durante la lettura di determinate parti storiche del libro di Eric, beh lasciatemi dire che la Verità è più strana e molto più interessante dei tanti romanzetti che siamo stati portati a credere come fatti storici. E ancor più La Verità s'incastra benissimo come se si stesse montando un puzzle. 
Questo libro DOVREBBE essere un best seller, ma difficilmente raggiungerà una attenzione generale, considerato come il business dell'editoria sia così ben controllato e censurato. 
Questa è la ragione della nostra lunga presentazione di questo sorprendente ed estremamente importante materiale qui allo SPECTRUM. 
Viviamo in un tempo in cui la Verità viene rivelata da più direzioni. E probabilmente non c'è un esempio più fondamentale come quello che qui abbiamoe che stiamo per presentare, capace di farci vacillare la mente e che spazza via le nozioni che avevamo prima. L'intervista è seguita da un numero pertinente di estratti dal libro di Eric che sarà disponibile dal primo di luglio. 
[Nota dell'Editore: Deve essere ben chiaro che le informazioni qui sotto presentate fanno parte di opinioni consapevoli e dello studio di Eric Jon Phelps. Noi dello SPECTRUM siamo molto interessati alla sua esposizione della ricerca di fatti storici che si intrecciano ed espandono riguardo la Verità, presentata anche da molti altri autori in queste pagine (del web, ndt.) ed anche altrove. Ciò ci sembra una buona cosa. La Verità è Verità ed è Verità, e tutto si dovrebbe incrociare. 
Tuttavia, per la pace degli animi dei nostri lettori-che tipicamente hanno coltivato una prospettiva molto più spirituale del pubblico in generale- non vogliamo dare l'impressione di approvare in toto (o di voler promuovere) alcuni aspetti collaterali della presentazione di Eric che abbiano a che fare con le convinzioni religiose sue personali. Il centro focale di queste convinzioni, seguono un percorso molto più biblicamente (letteralmente) convenzionale, in netto contrasto alla larga, interrogativa e non convenzionale visione del suo materiale storico. 
Più in generale alcune opinioni stanno su per conto proprio, - o sono da catalogare ed interpretare come a voi meglio piace - anziché essere selezionate da altri o essere indirizzate editorialmente. Tuttavia, in questo caso, la parte pratica derivante da convinzioni religiose di Eric, include il condono di un certo grado di violenza (o protesta violenta) e l'uso di armi. E questo tipo di convinzioni sono completamente all'opposto della nostra visione filosofica per molte ragioni, non ultimo dei quali è l'esca e la trappola dell' Avversario, risultanti di scelte che noi consideriamo risposte di bassa frequenza alle sfide correnti che viviamo sulla Terra. 
Ma se il lettore attento è capace di leggere tra le righe meditatamente, s'intravede un costante e apprezzabile messaggio spirituale nei commenti di Eric del tipo sul “coraggio di parlare di Verità” e “Dio aiuta chi aiuta sé stesso”, sui quali di sicuro SIAMO d'accordo a cuore aperto e che con entusiasmo supportiamo. 
Siamo in un tempo di Grande Risveglio su questo pianeta. La Luce della Verità, intensificandosi ogni momento che passa, ci sprona ad andare avanti e condividere ciò che sappiamo. Alcuni seguiranno questa spinta o continuerano a nascondersi nella paura? 
La risposta a questa domanda è forse l'aspetto più importante dell'esame implacabile in questa “accademia” della Terra attualmente al suo momento più critico. 
Martin: Prima di iniziare, vorrei dire alcune cose. L'argomento del tuo libro è così completo e abbraccia letteralmente tutti gli aspetti del controllo globale dei Gesuiti a partire dal 1540. Vorrei cominciare la nostra conversazione con un aspetto chiarificatore molto importante, in modo che rimanga qualcosa ai nostri lettori, mentre leggono questo percorso storico che ci accingiamo a presentare. Lasciami anche aggiungere che questo tuo libro è uno dei documenti storici più forti, dinamici e squisitamente educativi che io abbia mai letto. Sono veramente impressionato! 
E tu, letteralmente, colleghi ogni maggior conflitto globale e assassinio politico con le mani dell' ordine dei Gesuiti. Gli Ebrei, come altri gruppi che citi sono state pedine involontarie nei piani dei Gesuiti. 
Andiamo ad oggi, al presente. Comincio da qui, poi andremo a ritroso per poi riprendere. Ma, voglio cominciare da QUI perchè sarà la base per poi andare indietro. 
Oggi, chi è il Superiore Generale dei Gesuiti, il cosidetto “Papa Nero” (nero, qui si riferisce ad attività maligne occulte, non alla razza al colore), colui che impartisce ordini al Papa. E' ancora Jean-Baptist Janssens? 
Phelps: Janssens, il francese. No, è morto nel 1964. Dopo, Pedro Arrupe salì al potere. Poi quando Arrupe morì nel, mi sembra, 1988, al momento è il Conte Hans Kolvenbach. Io lo chiamo il Conte Hans “Zoccolo” Kolven. Martin: Parliamo di questo ruolo di “Generale”, ed in più chi è questo Conte Hans Kolvenbach? Chi serve? Quali sono le sue origini? Da dove spunta fuori? Phelps: Il Generale attuale è un tedesco, la sua nazionalità è tedesca. Martin: Dov'è ora? Fisicamente dove sta? Phelps: Risiede a Roma, nel quartier generale dei Gesuiti, la cosìdetta Chiesa del Gesù. Quindi risiede a Roma, che come ho detto, è il quartier generale dei Gesuiti. Martin: La Chiesa del Gesù, è vicina al Vaticano? Phelps: Non lontano dal Vaticano, esatto. E' nella stessa area generale, la stessa del quartier generale dei Cavalieri di Malta. Martin: Fa parte della Città del Vaticano esattamente? Phelps: Si credo che lo sia. Martin:In questo contesto come si inserisce Satana, e qual'è l'obiettivo finale dei Gesuiti, la cosìdetta Società di Gesù? Phelps: Il Superiore dei Gesuiti, e gli altri Superiori, sono dei maghi. Sono Luciferiani, e il loro credo è basato su ciò che chiamano Lucifero. Non credono in Satana. Credono in Lucifero. Ora ciò secondo Alberto Rivera, fu invitato in Spagna, dal momento che era uno dei massimi esponenti dei Gesuiti alla fine degli anni 60, ad un “Raduno Nero” (Black Mass), nel quale c'erano presenti altri alti esponenti dei Gesuiti. Lo ha definito “Raduno Nero”. Bene se sei coinvolto nel “Raduno Nero”, sei coinvolto nel culto di Lucifero, tutti con la papalina nera e così via. Martin: Sono attratto da questo Conte Hans Kolvenbach, perchè nessuno al mondo sa chi possa essere. Non ho mai sentito il suo nome. Phelps:Beh ti dico che puoi vedere la sua foto in sieme ai vertici dei Gesuiti, un attimo ti prendo il libro. Il titolo di questo libro è I Gesuiti: una Multibiografia, di Jean Lacoutre, ed è reperibile nei negozi, è del 1995. (Jean Lacoutre, è un francese. Era un comunista, è un comunista. Nelle pagine delle foto vicino a pagina 343, si vede Pete Hans Klovenbach. Il Superiore dei Gesuiti, e assomiglia davvero ad una creatura del Male. C'è un uomo Nero, che è un altro Gesuita, con il suo staff generale internazionale. Uno dello staff Generale assomiglia a Ben Kingsley in Shindler List. Ci sono sei uomini Bianchi e un uomo Nero. Questo è lo staff Generale. Martin: Qual'è il criterio di scelta per la successione a Superiore? Phelps: Gli Alti Gesuiti lo eleggono, ed è eletto a vita, a meno che non diventi “eretico”. Martin: E che gruppo rappresentano i cosìdetti “Alti Gesuiti”? Phelps: Direi che si “professano”, il 4° alto Grado. Quando un Gesuita si “professa”, è sotto il Giuramento Gesuita; è sotto al “Giuramento di Sangue”, che spiego nel mio libro. Martin: Abbiamo il permesso di ristampare queto Giuramento nel nostro giornale? Phelps: Si, naturalmente. Martin: Una delle mie domande ha a che fare con il Giuramento e la sua somiglianza con i Protocolli dei Savi Anziani di Sion, mi ero segnata questa domanda prima quando ero andato al capitolo dedicato ai Protocolli del tuo libro. Phelps: I Gesuiti ovviamente hanno scritto i Protocolli perchè avevano riportato ogni protocollo in questo piccolo manuale. Ci aveveano messo tutto. Ed Alberto Rivera, era un Gesuita, è stato notevolmente calunniato, e per nulla aiutato dagli Scismatici, Protestanti e Battisti nel suo Paese; fù aiutato in qualche modo, da Jack Chick. Jack Chick ha pubblicato la sua storia in sei volumi, intitolati Alberto I, II, III, IV, V, & VI. Alberto Rivera afferma che furono gli Ebrei allineati col Papa che pubblicarono i Protocolli. Bene, io tendo a pensare che furono proprio i Gesuiti stessi, perchè solo loro erano gli unici che potevano essere in grado a far sì che potessero essere portati avanti. Sono i primi nel governo. Sono i primi dietro ai professionisti sportivi. Il proprietario dei Pittsburg Steelers è un Cavaliere di Malta. Il proprietario dei Detroit Lions è un Cavaliere di Malta. Tutti i principali presidenti di questo club sportivi, per la maggiorparte sono Cavalieri di Malta, che tengono queste masse di tifosi in questo casino dei giochi e degli sport, mentre loro sono occupati a creare una tirannia. Come vedi, questa è una delle cose presenti nei Protocolli, cioè che avrebbero creato “divertimenti”. Un altro di questi che è stato usato fu Walt Disney, Massone di 33° grado, Disneyworld, Disneyland. Un altro ancora Milton Hersey, con l'Hesley Park. Hanno creato queste fabbriche del divertimento, dei giochi pe rubriacare la gente con il piacere, mentre loro erano occupati a rovesciare la forma di governo Protestante. Martin: Che ruolo gioca il fattore Las Vegas in tutto questo? Phelps: Las Vegas, per la maggiorparte è controllata dalla Mafia. Ma tutte le grandi Famiglie mafiose sono Cattolico Romane, e sono TUTTE subordinate al Papa o al Cardinale di New York, che è il Cardinale O'Connor, perchè la Commissione della Mafia risiede a New York. Frank Costello era un membro della Mob Commission, era intimo ed amico del Cavaliere di Malta, mogul di Hollywood Joe Kennedy. E questo non è cambiato. Quindi, gli Alti Cavalieri, sono buoni, cari fratelli con i Don della Mafia: i Gambino, i Lucchese, i Colombo, con tutti loro. Loro controllano Hollywood, non gli Ebrei. Gli Ebrei sono solo i front-man coinvolti dentro Hollywood, che lavorano per la Mafia e per il Cardinale, esattamente come nella politica sarebbe stato Arlen Spector. Arlen Spector era l' Ebreo del Cardinal Spellman nell' assassinio del Presidente Kennedy, e non ha mai pronunciato parola a riguardo. Martin: Ora che siamo giunti fino a qui, se c'è qualcosa che tu voglia che io non pubblichi, beh dimmelo, perchè io pubblicherò letteralmente qualsiasi cosa verrà detta in questa conversazione. Phelps: Va bene, tranquillo per me, perchè è necessario che si sappia. Martin: Torniamo al Conte Hans Klovenbach. Volevo accendere il riflettore su questo tipo ancora un po'. Parlamo di lui. Cosa fa? Chi è? Parliamo di questa carica di Superiore. In che modo esercita questo controllo sul Papa. Il Papa sa di essere una pedina? Phelps: Ok, una domanda alla volta. Allora a quale domanda vuoi che ti risponda? Martin: Facciamo luce ora sul Conte. Phelps: Il Superiore dei Gesuiti, ok Martin: Cominciamo da qui, dimmi qualsiasi cosa ti vada di dirmi riguardo a questa carica. Phelps: Il Superiore dei Gesuiti è il dittatore e autocrate assoluto, completo dell'Ordine. Quando lui parla, i suoi Provinciali si muovono. I Provinciali sono i suoi subordinati maggiori. Al momento ci sono 83 Provinciali. Da quello che ho capito l'Ordine ha suddiviso il mondo in 83 regioni. Ok? Per ogni regione, c'è un Provinciale Gesuita. Negli USA ci sono 10 Provinciali. Uno in Centro America. Uno per l'Irlanda. Hanno diviso il mondo in queste province. Come nel governo provinciale di Babilonia, tutto incentrato su Nabucodonosor o il Superiore dei Gesuiti stesso; nello stesso modo una forma Romana di governo dove tutti gli stati o le province, sono subordinate a questo sovrano mondiale. 
Il Superiore dei Gesuiti esercita il pieno e completo potere sull'Ordine. S' incontra con i Provinciali. Se si decide di cominciare una guerra o una rivolta, ottiene l'informazione dal Provinciale di quel Paese, la maniera migliore su come agire, il contegno della popolazione, quindi usa le legittime rimostranze per attizzare una rivolta, come per il Movimento dei Diritti Civili nel 1964. Quella fu TUTTA una rivolta Gesuita, completamente, perchè il finale fu un maggior consolidamento del potere a Washington con la Legge sui Diritti Civili del 1964, redatta dal Reverendo Theodore Hesburgh (per lungo tempo Presidente dell'Università di Notre Dame). 
Il Superiore Gesuita comanda il mondo attraverso i sui Provinciali. E i Provinciali quindi, naturalmente comandano sui Gesuiti sotto di loro, e vi sono molti Gesuiti che non sono “professati”, per cui molti dei Gesuiti inferiori non hanno idea di cosa accada ai vertici. Non hanno nessuna concezione del potere del loro Ordine. 
Esattamente come la Massoneria. I gradi infimi non sanno che i loro Gran Maestri lavorano per il Superiore dei Gesuiti. Pensano che loro esercitano solo i loro lavorie siano persone per bene. Ma la linea di fondo è che gli Alti gradi massonici sono anch'essi soggetti al Superiore dei Gesuiti, perchè il Superiore dei Gesuiti insieme a Federico il Grande, sancì gli ultimi 8 gradi della Massoneria di Rito Scozzese quando Federico lo protesse quando furono soppressi dal Papa nel 1773. 
Per cui, così abbiamo l'affiliazione dell'Ordine dei Gesuiti con il più potente dei Massoni che c'era nell'organizzazione, Federico il Grande, durante la soppressione. Questa è una conclusione irrefutabile. Per cui, quando pensi alle guerre napoleoniche, la Rivoluzione Francese, e le guerre napoleoniche sostenute dalla Massoneria, qualsiasi cosa fece Napoleone, qualsiasi cosa fecero i Giacobini, tutto andò a favore dell'ordine Gesuita. 
E' per questa ragione che Alessandro Dumas scrisse il suo Conte di Montecristo. Il Conte è il Superiore dei Gesuiti. Monte-Cristo. Il Conte del Monte di Cristo. Alessandro Dumas parlava del Superiore dei Gesuiti, che si vendica della soppressione dei Gesuiti, e molti di loro furono esiliati su un isola, a tre ore di navigazione ad ovest delle coste del Portogallo. Per cui quando i Gesuiti finalmente riottennero il loro potere, punirono tutti i sovrani d'Europa che avevano contribuito alla loro soppressione, li rimossero dai loro troni, compresi i Cavalierii di Malta da Malta, usando Napoleone. 
E Alessandro Dumas, che combattè per i patrioti italiani nel 1848, per liberare Roma dal potere temporale del Papa, scrisse parecchi libri ed uno di questi raccontava proprio questo, ed era il Conte di Montecristo. Quindi, quando si legge quel libro, va tenuto a mente che è in realtà una satira sull'Ordine dei Gesuiti, che riacquistano il loro potere in Francia. Il Conte di Montecristo, ha un apparato spionistico, imbattibile. Ebbene questo è l'Ordine dei Gesuiti. 
Ma il Conte no ottiene ciò che realmente vuole, o il suo ultimo desiderio, e ciò è l'amore di una donna. Riottiene tutto il suo potere politico; si riappropria di tutto ciò che aveva perso; ma non ha l'amore di una donna. E QUESTO è l'Ordine Gesuita. Non hanno donne. Non hanno l'amore di una donna. Perchè avere una moglie, avere una donna, significa avere un'alleanza con tua moglie e la famiglia, e questo ti impedisce di obbedire al Superiore. E' per questo loro non si sposeranno MAI, e questa è una delle loro grandi CHIAVI del loro successo. 
Possono denunciare una nazione ed andare avanti. Possono denunciare i Cattolici Irlandesi schiaffandoli sul Titanic ed andare avanti. Possono ingannarci in Vietnam ed andare avanti. Possono denunciarci ogni volta che andiamo in ospedale, farci esporre a radiazioni, operarci e intossicarci ed andare avanti, perchè è “per la maggiore gloria di Dio”, ( Ad Majorem Dei Gloriam ): la più grande gloria di dio si trova a Roma. 
Martin: Qual'è lo scopo FINALE dei Gesuiti? 
Phelps: Il loro scopo finale è governare il mondo, con il Papa stabilito da loro, a partire dalla ricostruzione del Tempio di Gerusalemme di Salomone. Questo è il loro scopo finale. 
Martin: E perchè la ricostruzione del Tempio di Salomone è così importante? 
Phelps: Perchè i Gesuiti lo hanno voluto da sempre. Quando Ignazio di Loyola all'inizio fondò l'Ordine, una delle prime cose che fece, fu che voleva andare a Gerusalemme e stabilire il quartier generale dei Gesuiti. Per cui andò li, ci provò e fallì, tornò indietro, andò a scuola, cominciò i suoi studi di Latino, etc. Forse sarebbe un'ottima idea dare un ripasso un po' su Ignazio di Loyola. 
Martin: Sì. 
Phelps: Ok, Ignazio di Loyola era un soldato spagnolo, e fù ferito durante una battaglia tra Francesi e Spagnoli, ed ebbe una gamba fatturata. Il Generale francese, dal momento che egli era molto coraggioso in battaglia, ordinò ai suoi dottori di curare Loyola. Quindi, gli curarono la gamba e lo rispedirono a casa sua, nell'area Basca in quanto nobile presso il Consiglio dei Loyola in Spagna. 
Loyola, nella serie di tentativi desideroso di ristabilirsi la gamba, si curò maldestramente, fece una specie di tutore col quale se la serrò provocandosi dolori gravi, orribili e terribili, cercando di ridare una forma normale alla sua gamba, persistette in questa sofferenza tremenda. Se la rifratturò ancora per due volte, non guarì del tutto e rimase zoppicante. Non potè più corteggiare le donne, col, risultato che cadde in depressione, per cui ebbe queste visioni dei santi, ecc., ecc., e scrisse poi gli esercizi spirituali. 
Sugli esercizi spirituali mi fermo per un momento per poi riprendere da li. Loyola quindi aveva intenzione di formare un esercito, ma quando questo avvenne, unito con i suoi esercizio spirituali, questi ultimi avrebbero costituito la base dell'addestramento dei Gesuiti. Questo è ciò sotto quale tutti sarebbero passati. E sotto questo ogni Gesuita passa oggi. Una delle massime degli esercizi spirituali è che se il mio superiore dice: “il nero è bianco e il bianco è nero”, così deve essere. E' nei suoi esercii spirituali. Questo è quanto citato in JFK, quando Kevin Costner dice al suo popolo: “Hey gente, abbiamo cominciato a ragionare come la CIA. Il nero è bianco ed il bianco è nero.” Questo era un omaggio Gesuita, dal momento che i Gesuiti hanno prodotto quel film, perchè stavano citando Loyola in quel film dagli esercizi spirituali. 
Insomma, Loyola aveva unavolontà indomabile. Una volontà d'acciaio, il suo proposito era di riguadagnare quello che il Papato aveva perso con la Riforma. Per cui andò dal Papa, e quest'ultimo nel 1540 approvò l'Ordine Gesuita. Ma quest'uomo (Loyola) era un soldato, un legislatore, mette su una legione di soldati e di guerrieri, per riportare quanto Roma aveva perso, come anche istituire un Governo Mondiale per il Papa, da Gerusalemme. Tutto questo nel 1540. 
Cominciò l' Ordine nel 1536. Fu arrestato dall'Inquisizione, poi fu rilasciato per poi recarsi dal Papa; si gettò ai piedi del Papa. Sarebbe stato competamente al suo servizio. Il Papa diede il consenso, era Pio III. Acconsentì e fu creato l'Ordine dei Gesuiti; aveva ora la la protezione del Papa, e cominciarono la loro storia di azioni sanguinose. E guerra, dopo guerra, dopo guerra, sono da attribuire tutte in qualche modo all'Ordine Gesuita. I nobili cattolici con quantità enormi di denaro donarono castelli, scuole, e donarono denaro ai Gesuiti. 
Virtualmente tutto ciò che possedevano gli era stato regalato se non rubato da loro. Naturalmente, rubarono tutte le fortune degli Ebrei nella Seconda Guerra Mondiale. Rubavano tutto il loro oro, le loro proprietà, tutto, ogni volta che entravano in un Paese. E ciò che hanno restituito non è NULLA paragonato a ciò che si erano portati via. 
Nel libro di Edmond Paris, edito da Ozark Publications, intitolato Il Vaticano contro l'Europa, si entra dettagliatamente in quanto fecero. Si dice infatto che gli ultimi 30 anni di guerre è da attribuire ai Gesuiti, loro i massacri dei Serbi ed Ebrei, etc. Ma Edmond Paris non capì che il Superiore dei Gesuiti (e questa è la nota più importante che voglio sottolineare su Von Klovenbach), il Superiore insomma detiene il controllo completo di tutta la comunità spionistica internazionale: come la CIA, FBI, KGB, il Mossad israeliano, la BND tedesca, l'Inglese SIS. Il Superiore Gesuita ha il CONTROLLO COMPLETO, di tutti gli apparati di spionaggio, l'FBI, ogni agenzia burocratica in questo Paese, tutto di esso; lo controlla completamente. 
Così, quando vuole cercare qualcosa riguardo a qualcuno, basta che inserisca il numero della Social Security, e gli arriva qualsiasi informazione dall'apparato spionistico, lui ed i suoi provinciali, possono sapere tutto di quell'individuo. Carte di credito, chiamale, tutto ciò che è collegato a Roma tramite il numero della social security, che ci fu affibiata da FDR (Franklin Delano Roosevelt), con l'aiuto di Spellman; all'epoca credo fosse Arcivescovo o forse fosse il Cardinale Hayes, ma Roma era dietro FDR nel metterlo all'opera. 
Il paio di cose che fece fu implementare l'insicurezza sociale con l'imposta sul reddito ed il riconoscimento del governo sanguinario gesuita dell'URSS di Joseph Stalin. Quindi dandoci il numero della Social Seurity, che è collegato a Roma (ecco perchè mi rifiuto di usarlo) vogliono che venga usato da tutti per tutto: per la patente di guida, movimenti fiscali, carta di credito, qualsiasi cosa tu faccia, quel numero sei tu e quel numero è in possesso degli uffici di Roma. 
Martin: Fammi recuperare un attimo per un momento. Ciò che mi viene in mente è Louis Freeh, il capo dell'FBI. 
Phelps: Cattolico Romano, buon chierichetto. Probabilmente un Cavaliere di Colombo. Non posso provarlo. Ma chiunque con quel tipo di potere può essere un Cavaliere di Colombo. 
I Cavalieri di Colombo mettono in atto le politiche Gesuite. E Louis Freeh è uno di quelli dietro le atrocità di Waco e le bombe di Oklahoma City. E il suo cecchino al vertice dei suoi è stato un giapponese cattolico romano che si chiama Lon Horiuchi. 
Quindi i cattolici romani hanno il controllo, i Cavalieri hanno il controllo dell'FBI, chi ha effettuato tutte queste uccisioni. E questi due uomini, Freeh e Horiuchi sono referenti del Cardinal O'Connor di New York, il quale è il cardinale più potente del Paese. E' il vicario militare. Ed è per questo che Bush gli ha leccato il culo per andare da Bob Jones, perchè il Cardinal O'Connor è il Re dell'Impero Americano. Governa il suo Impero da quel Palazzo, la cattedrale di S. Patrick, “il piccolo Vaticano”. 
Martin: E pensi che sia in contatto con Klovenbach? 
Phelps: Certamente. O'Connor in sé non è un Gesuita, ma i Gesuiti sono come le SS della Chiesa Cattolica. Loro mantengono l'ordine. Alcuni dei più vicini a lui che mantiengono l'ordine sonoi Gesuiti dell'Università Fordham. Ora, uno di loro, il presidente della Fordham, credo sia un irlandese, è anche membro del CFR [Council on Foreign Relations]. Ce l'ho qui nel rapporto annuale del CFR del 1993. Questi gesuiti alla Fordham controllano la facciata e il governo del Cardinale a New York. E naturalmente i potenti gesuiti comprendono Avery Dulles e John Foster Dulles, uno degli autori del libro sul Concilio Vaticano Secondo. 
Martin: Torniamo indietro ora, Cos'è stato il Concilio di Trento? 
Phelps: Il Concilio di Trento è stata la risposta di Roma alla Riforma Protestante. 
Da ricordare che la Riforma Protestante ha portato a tutti noi la libertà politica che conosciamo oggi. Senza la Riforma non esisterebbe la sovranità nazionale. Senza la Riforma non esisterebbero i diritti del privato cittadino. Senza la Riforma non esisterebbe la legge delle Nazioni, come la conosciamo oggi, di Montesquieu e gli altri. 
Per cui, quando la Riforma apparve con le sue dottrine della salvezza con la tolleranza attraverso la fede sola, senza il bisogno del clero per raggiungere il Paradiso, affermò che tutto ciò di cui abbiamo bisogno è la salvezza in Cristo vedi Romani cap. 1 vers.17: il giusto vivrà di fede. L'arrivo della Riforma spogliò Roma del suo potere spirituale. I preti non furono più voluti perchè la gente aveva la parola di Dio dalla Bibbia, specialmente in Olanda, Inghilterra e Germania. Fu con queste nuove rinascite e con l' adesione alla Riforma che le Nazioni si sganciavano dal potere del Papa. Il Sacro Romano Impero stava crollando. Carlo V, l'Imperatore, si ritirò diventando un monaco e un giardiniere. Il Signore avanzava poderosamente nella distruzione del Sacro Romano Impero, fondato da Carlo Magno e dal Papa. 
Ovviamente questo non stava bene a Roma dal momento che stavano perdendo ingenti quantità di denaro. Le nazioni non pagavano più il “Tributo a Pietro”, quello che chiamiamo oggi il “Contributo per l'Estero”, in questo Paese. Il Papa era molto adirato quindi. 
Cosa si accingeva a fare? Queste nazioni si stanno sganciando da noi; non sono più sotto il nostro potere spirituale e temporale; è molto importante ricordare che il Papa deteneva due poteri quello spirituale e temporale, e con la rottura del suo potere spirituale veniva a perdere anche quello temporale. In altre parole non aveva più la possibilità di governare il popolo attraverso il re del paese, perchè il re diventava autonomo come Enrico VIII. Quindi Enrico VIII si staccò dalla Chiesa Romana e formò la Chiesa d'Inghilterra; non era quindi più soggetto al Papa. Questo accadde in Inghilterra, in Olanda, in Germania e in altri posti. Il risultato di tutto ciò fu che il Diavolo produsse Ignazio da Loyola, con i suoi demonismi, i suoi “esercizi spirituali”, e dato che Loyola era un membo degli “Alumbrados” spagnoli, che sono il corrispondente oggi di quelli che chiamiamo Illuminati, usò l'Ordine dei Gesuiti per tentare di riguadagnare ciò che era stato perso con la Riforma, ciò che il Signore aveva fatto per mano di Lutero, Calvino e Knox. E, ovviamente sia Lutero che Calvino e Knox, nessuno di essi morì di morte violenta. Vissero tutti fino alla vecchiaia e morirono in pace, circondati dal potere delle macchinazioni gesuite. 
Il Concilio di Trento si compone di 25 sessioni. Queste 25 sessioni, vilipendono ed condannano tutte le dottrine della Riforma. Condanna chiunque non creda che il Gesu Cristo letteralmente risieda nell'ostia (il pane santo della comunione) e che il suo sangue sia nel vino. Questa è chiamata transustansazione. Chiunque non creda questo è soggetto ad anatema. Chiunque creda che la propria salvezza sia fuori della chiesa cattolica è sotto anatema. Come sotto anatema è chiunque creda alla giustificazione dalla tolleranza attraverso la fede, chi non creda che il Papa sia il vicario di Cristo. Vedi, tutte queste dottrine uscirono dalla conseguenza derivata dalla lettura della Bibbia, che produsse la Riforma, per cui i Gesuiti condannarono tutto ciò che gli aderenti alla Riforma abbracciavano. Questo era tutto nella Legge chiamata Concilio di Trento. 
Nella 4^ sessione, che probabilmente è la più importante, i Gesuiti condannano la libertà di parola, di stampa e la librtà di coscienza. Per cui nessun uomo ha il diritto di scegliersi la propria religione; nessuno ha il diritto di pubblicare ciò che ritiene essere la verità; e nessun uomo ha il diritto di avere libertà di coscienza. 
Questi diritti erano assicurati dai padri Battisto-Calvinisti nel primo emendamento. L'uomo che scrisse il primo emendamento fu James Madison che era una Battisto-Calvinista, e fu pronunciato dal Battisto-Calvinista in Virginia il Dott. John Leland: “Se non ci assicurerete questi diritti la Virginia non ratificherà la Costituzione.” La Virginia era uno stato a fede Battista-Calvinista. Ci fu pertanto un conflitto tra il Concilio di Trento e le dottrine della Riforma, in particolare come descritte da Giovanni Calvino nell'Istituzione della Religione Cristiana. Calvino (1536) scrisse l'Istituzione della Religione Cristiana, che terminò all'età di 27 anni e la dedico al Re di Francia. A causa dell'odio dei Gesuiti nei suoi confronti, si spostò dalla Francia e risiedette a Ginevra, fino alla sua morte, quando divenne governatore di Ginevra. In due maggiori documenti si può ricondurre Calvino e la sua Istituzione della Religione Cristiana contro Loyola e il suo Concilio di Trento. 
Martin: In che anno fu il Concilio di Trento? 
Phelps: Dal 1545 al 1563, diciotto anni. Trento è una piccola città italiana. Il concilio si tenne lì a Trento in Italia. 
La Confessione e Fede Presbiteriana di Westminster che fu ultimata nel 1648, dopo la guerra dei 30 Anni, è un altro ampliamento dell'Istituzione di Calvino ed è ciò che fu abbracciata dalla Chiesa di Scozia e dai Covenanters quando si opposero ai poteri di Roma e dell'Inghilterra. Quello è il documento maggiore, e non è la nuova Confessione di Westminster, è quello vecchio del 1648, nel quale definirono il Papa l'uomo del peccato, quell'Anticristo Romano, e nel quale denunciavano la tirannia anti-Cristiana. 
E questo era il loro dovere, cioè di usare quella che definivano “la spada dello spirito”, che è la Parola di Dio, che come si legge nella lettera agli Efesini al cap. 6 “la spada di sola difesa”, la pistola, la spada. 
Per cui noi Calvinisti crediamo che c'è un tempo per la pace ed uno per la guerra, e non ci tiriamo indietro a scendere sul campo di battaglia se fosse necessario. Furono i Calvinisti che ci diedero la libertà politica in Inghilterra con Cromwell. Lui era Calvinista e Battista indipendente. Come anche i Calvinisti in Olanda diedero ai Tedeschi la libertà politica, con Guglielmo d'Orange ed in seguito suo figlio, il principe Maurizio, e più tardi ancora, nel nostro grande Paese, fu Washington, il Massone che non entrò a far parte della Loggia Massonica se non negli ultimi sui 30 anni di vita, da quanto affermò lui stesso, il quale era era un battista e un Calvinista. Fu battezzato nella prima chiesa Battista di New York da uno dei suoi capitani, il Pastore Gano, circondato da Calvinisti. 
Per questo non si arresero a Valley Forge; ecco perché, quando loro erano nudi, quando superaronoe sopportarono la neve, a piedi nudi poiché erano Calvinisti credenti alla Bibbia si rifiutarono di sottoporsi alla tirannia di Re George che era controllato dai Gesuiti. 
E' l'anima del nostro Paese. Se perdiamo ques'anima, abbiamo perso tutto. E proprio questi stessi Battisti, nel secondo Emendamento, ci assicurarono il diritto di detenere le armi, perchè ci assicuravano il diritto, la “spada di sola difesa”. E la “spada dello spirito” è contenuta nel primo Emendamento, il diritto di non avere mai portata via la Bibbia. Le due spade del Calvinismo sono garantite dal primo e secondo Emendamento. Senza questi primi due Emendamenti, tutto il resto è nulla.

 

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