La creazione nel mito dei babilonesi

Ogni popolo ha elaborato delle specifiche concezioni riguardo alla sua origine e alla nascita dell’umanità e spesso queste teorie confluiscono nel sistema mitologico inteso a porre i fondamenti della realtà e a spiegare la vita nei suoi aspetti più profondi.


La mitologia babilonese narrava che in origine esistevano due mari. Essi si chiamavano Apsu e Tiamat ed erano uno dolce e l’altro salato. Alla loro azione si deve la creazione del dio del cielo, del dio della terra e dell’acqua. Tutto procedeva in maniera tranquilla, finché un giorno i due mari furono disturbati dal chiasso provocato dagli dei più giovani.


Proprio per questo Apsu cerò di annientare gli dei insopportabili. Il suo tentativo fallì, perché Apsu fu ucciso da Ea, dio della terra e dell’acqua. Tiamat volle vendicare la morte di Apsu e a tal fine formò un esercito di mostri. A capo di questi stava il dio Kingu che aveva le tavole del destino.


Il figlio di Ea riuscì ad annientare l’esercito nemico, si impossessò delle tavole del destino e, usando il potere derivato da esse, creò gli uomini, che nacquero dal sangue di Kingu impastato con la terra.


In questo mito, tratto dal Poema dell’esaltazione di Marduk, scritto intorno

al 2000 a.C., la creazione è opera di Marduk, dio della magia e delle

scienze, divenuto «dio nazionale» dei Babilonesi in quanto creatore e

organizzatore dell’universo che all’origine era caratterizzato dal Chaos

e dall’oscurità.


Marduk coprì le acque di uno strato di canne

quindi creò la terra e ve la sparse sopra.

Per dare agli dèi delle belle case,

creò gli uomini.

Egli creò gli animali e gli esseri viventi sulla terra.

Creò l’Eufrate e il Tigri, ne stabilì il corso

e diede loro il nome.

Creò il grano e l’erba, i cespugli e il canneto,

la buona terra, i prati e le paludi,

la vacca vagabonda e il suo piccolo, il vitello,

la pecora e il suo piccolo, l’agnellino del gregge.

Creò i campi e le foreste,

il capro e la gazzella.



(da Th.H. Gaster, Le più antiche storie del mondo, Einaudi, Torino)

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