Nelle mani del signore, prete picchia tutti

Aveva convinto i genitori di un bambino autistico di appena 7 anni che quello non era il loro figlio, bensì Lucifero: il demonio in persona.

Per questo quando lo incontrava una volta a settimana per l'esorcismo, lo picchiava, tirandogli schiaffi anche davanti a mamma e papà.

E’ la denuncia che ha fatto una madre a Le Iene, e che sta travolgendo molte coscienze anche a Lucca.

Arrivano infatti dalla provincia molte delle segnalazioni che hanno portato la redazione sulle tracce del parroco: testimonianze sconcertanti, che le Iene hanno voluto verificare con il loro collaboratore Renato Bianchi.

Il noto investigatore privato lucchese si è finto un indemoniato e con la complicità di una attrice che si è spacciata sua sorella ha preso un appuntamento con il prete.

Le immagini del servizio andato in onda ieri sera (24 settembre) alla trasmissione televisiva, catturate da una telecamera nascosta, sono a dir poco sconcertanti.

Bianchi è catatonico, non parla e non reagisce.

La falsa sorella spiega al parroco che riceve entrambi in sagrestia, tra una fila di altre persone pronte a venire “benedette” dal prete, che il fratello è vittima della depressione e che a casa non dice più una parola.

Non reagisce, non si muove. E’ come se non fosse più presente.

Il prete è convinto, comincia l'esorcismo.

Prima sferra tre testate a Bianchi che non ha la minima reazione, poi continua a schiaffeggiarlo mentre recita versi, anche in latino.

All'improvviso il parroco si placa.

Recita il padre nostro e sferra un altro schiaffo all'attore.

“Per lavoro mi sono fatto molti nemici e a volte mi sono trovato in situazioni molto pericolose - racconta l'investigatore lucchese -: mi sono trovato anche pistole puntate contro, ma mai mi sono sentito terrorizzato come durante l'incontro con quel prete.

Per fortuna l'attrice che si è finta mia sorella è rimasta in sagrestia mentre il parroco mi percuoteva, altrimenti non so cosa sarebbe potuto accadere.

Alla fine anche lei è crollata e si è messa a piangere.

C'è stato un momento in cui in quella stanza si respirava qualcosa di inquietante.

Non so spiegarlo bene, ma ho temuto il peggio.

Quando l'altra ha spiegato che non avrei avuto reazioni il parroco si è sfregato le mani e ha dato il via al presunto esorcismo senza fare nessuna domanda, senza chiedersi se davvero io potevo essere indemoniato.

Senza nessun preliminare ha alzato le mani.

Anzi, mi ha preso a testate.

Ripeteva: ’Vattene satana’. E giù botte”.

L'esorcismo è cominciato da qualche istante all'interno della chiesa, e Bianchi è già stato percosso tre volte.

Gli occhiali gli si sono frantumati, ma, facendosi forza, continua a fingersi catatonico. “All'improvviso il prete ha cessato di colpirmi - racconta l'investigatore -: ho pensato che fosse tutto finito e invece pronunciando il padre nostro, mi ha dato ancora uno schiaffo.

Non riuscirò mai a dimenticarmi di questa bruttissima esperienza”.

Andrea Agresti, giornalista de Le Iene, è finito sulle tracce del parroco esorcista dopo aver ricevuto numerose segnalazioni, alcune della quali dalla Lucchesia.

La conferma che al prete si siano rivolti diversi fedeli lucchesi arriva anche dall'investigatore che si è finto indemoniato: “Purtroppo abbiamo accertato che in molti dalla nostra provincia si sono rivolti a quel parroco”.

 

LA TESTIMONIANZA SHOCK DI UNA MADRE

Una vicenda che resta comunque tutta da chiarire che è partita dalla denuncia della madre di un bambino autistico di appena 7 anni, che per ovvi motivi è rimasta anonima.

A Le Iene ha spiegato di aver assistito agli esorcismi del prete che in alcune occasioni avrebbe picchiato il figlio davanti a lei.

La prima fu al momento del colloquio iniziale.

“La prima volta che andammo in chiesa - ha raccontato la donna ai microfoni de Le Iene - il bambino era molto agitato. Correva su e giù.

Il prete gli urlò di stare fermo ma lui continuava e allora gli tirò un ceffone che gli girò la testa.

Io protestai ma lui mi disse che quello non era mio figlio, era Lucifero”.

Così una madre disperata per la malattia del figlio si affida a quel prete per due lunghi anni: “Lui mi disse che avrebbe potuto salvarlo”, racconta a Le Iene. L'idea di condurlo da quel parroco era venuta al marito.

La famiglia si era accorta dei problemi del bambino quando aveva appena tre anni: “Mio marito era convinto che fosse posseduto dal demonio - ha raccontato la donna -: è venuto a sapere di un prete esorcista, lo ha chiamato e ha preso appuntamento”.

Poi dopo diversi mesi, la donna decide di rivolgersi ad un altro esorcista “autorizzato dalla chiesa”: “Lui mi disse che non aveva il demonio ma era malato”.

 

Roberto Salotti

 

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