Nessuna festa, in questo giorno solo riflessioni sulla Laicità dello Stato

Questo giorno dovrebbe portare alla mente di tutti noi il problema di coloro che stanno vivendo il dramma della mancanza di lavoro, di assenza di gratificazione professionale e umana, di esclusione dal mondo del lavoro che porta ad avere una sensazione di emarginazione sociale, di sfruttamento e maltrattamento sul lavoro e di pericolo di vita nel lavoro, quindi non posso che augurare che da qui ai prossimi 1° Maggio, si viva diversamente questa giornata, come è giusto che sia e che si possa definire realmente una festa per tutti e non per pochi, però è evidente che lavorare soprattutto vedendo riconosciute e rispettate la propria dignità e la propria persona rende liberi, consapevoli, partecipi e in relazione con gli altri, indipendenti, realizzati.

Il 1° Maggio ricorda le battaglie operaie, in particolare quelle volte alla conquista di un diritto ben preciso: l'orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore (in Italia con il r.d.l. n. 692/1923).

 

 

La nostra associazione reputa opportuno trattare questo argomento, nel rispetto delle propria coerenza, con la stessa priorità data ad altri argomenti di rilevanza sociale, in virtù del fatto che di mezzo ci sia l'evidente assenza di Laicità dello Stato e di Diritti Umani non riconosciuti ai lavoratori, questi sono problemi che stanno penalizzando la società civile, non solo nell'inserimento del mondo del lavoro ma anche nella lealtà e nel rispetto della Costituzione cui lo Stato Italiano dovrebbe essere garante tutelando i diritti dei cittadini.

Secondo me questa dovrebbe rimanere una semplice ricorrenza e non più una festività, che intende ricordare l'impegno del movimento sindacale ed i traguardi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori.

In questo giorno non possiamo non ricordare la giornata nazionale per l'epilessia, ma particolare interesse lo ha una ricorrenza importante dove in Svezia, nel 2009, si legalizzarono, finalmente, i matrimoni tra persone dello stesso sesso, a partire da questa data essi saranno celebrati anche dalla chiesa luterana svedese.

 

E' sotto gli occhi di tutti, come la piovra vaticana che ha messo, sta mettendo e continuerà a mettere i propri tentacoli su tutto ciò che dovrebbe essere tutelato dallo Stato e quindi di interesse civile, parliamo di scuole, ospedali, università, tribunali, palazzi del potere, biblioteche, musei, siti archeologici, edifici civili, attività commerciali, banche e fondazioni bancarie e assicurazioni, con l'aggravante destabilizzazione sociale, economica e politica del paese.

Il parassitismo ecclesiastico che si manifesta come l'apice dell'ingerenza clericale all'interno di uno Stato, palesa l'atteggiamento e comportamento di chi nella società non ha alcuna utilità sociale e che quindi costituisce un peso per la collettività.

 

Non possiamo dimenticare il sostegno che la chiesa ha dato alla criminalità organizzata e ai suoi personaggi con la vicenda Spatuzza, gli imbrogli finanziari delle congregazioni ecclesiastiche, le 1380 case fantasma tra cui molte amministrazioni di fondi di carattere religioso, chiese e congregazioni di frati, addirittura la «mensa vescovile» della città.

E senza accatastamento dell'immobile non si pagano né Imu né tassa sui rifiuti.

Da notare anche la Sanità in mano alla chiesa, il favoreggiamento di preti alle cosche 'ndranghetiste e ancora, preti collusi con la 'ndrangheta e reti di contatto criminali con la stessa, norme anti-riciclaggio abbindolatrici, la banca denominata Ior che effettuariciclaggio di denarocollusioni tra il clero e i PMpreti e suore prestanomi dei mafiosibanca vaticana e giudici corrottiscandali tra clero e politica, ne avrei una miriade di questioni importanti che riguardano il nostro paese che dimostrano che l'Italia non è uno Stato Laico.

 

Ecco le mie perplessità nel definire il 1° Maggio una festività Laica, in quanto l'Italia non è un paese Laico e mai lo sarà fin che l'onestà intellettuale e politica dell'Istituzione Statale non rivendichi la sua supremazia sullo Stato Vaticano e su tutte le altre confessioni religiose, fermo restando che la libertà di culto, intesa come scelta confessionale, rimanga un diritto inviolabile.

Un ruolo importante nella supremazia dello Stato, inteso come Istituzione tesa a tutelare i cittadini e non le lobby e le varie caste, dovrebbe essere l'annientamento, oltre che della chiesa (istituzione), della partitocrazia e del sindacalismo attuale che tendono a detrarre il potere statale, destabilizzandolo tanto quanto ha fatto la chiesa sino ad oggi.

 

Luciano Surace

Presidente UAER

 

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