Francesco II: dio è paziente, ma noi vogliamo tutto subito.

Folla nella basilica di San Giovanni per l'insediamento sulla Cattedra del vescovo di Roma

 

Papa Francesco II celebra il rito per prendere possesso della cattedra del vescovo di Roma nell'affollata basilica s.Giovanni in Laterano.
Come primo gesto il pontefice ha baciato il crocifisso, poi ha benedetto le persone vicino a lui, dopo essersi prima segnato da lui stesso.
Prima della cerimonia ha salutato uno ad uno i disabili che si trovano tra le prime file della basilica.
Commovente l'abbraccio con una ragazzina sulla sedia a rotelle.
"Dio ha sempre pazienza, non è impaziente come noi che spesso vogliamo tutto e subito, anche con le persone".

Forse ha detto una cosa giusta, ovvero che la chiesa e i suoi credenti vogliono tutto e subito, cosi nella sua spudorata storia di potere, il Vaticano è uno dei governi politicamente ed economicamente più avanzati al mondo, questo grazie e a discapito dei suoi adepti.
Pwer giunta, continua con i suoi commenti e le sue affermazioni di quano la chiesa sia stata complice del male assoluto dell'umanità:"Questo è lo stile di dio".
Commentando il Vangelo, che ha protagonista Tommaso che per credere deve vedere, il papa quasi con animo allegorico ha detto: "gesù non abbandona il testardo Tommaso nella sua incredulità. Gli dona una settimana di tempo, non chiude la porta, attende".
Sembra un barzelletta, ed è proprio così!
In un altro passaggio dell'omelia il pontefice ha affermato, in un altro discorso demagogico: "Chi ama comprende, spera, dà fiducia, non abbandona, non taglia i ponti".

"Per Dio non siamo numeri" 
"Quante proposte mondane sentiamo attorno a noi, ma lasciamoci afferrare dalla proposta di dio, la sua è una carezza di amore", come fece in occasione dell'olocausto, dove la chiesa fu una delle fautrici dello sterminio di ebrei.
E ancora: "Per dio noi non siamo numeri, siamo importanti".
Un'altra sua affermazione che corrisponde al vero, la chiesa ha bisogno di adepti che facciano numero, questo è importante a fin che gli vengano riconosciuti tutti i privilegi politici ed economici ai danni delle persone oneste e non credenti.
"Nella mia vita personale - ha poi confidato il pontefice - ho visto tante volte il volto misericordioso di dio, la sua pazienza".
Avrà visto il suo volto in qualche immaginetta dei quadri, non è che lo abbia visto davvero, dico giusto Bergoglio?
Luciano Surace
Presidente UAER

 

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