UAER, un altro sbattezzo di un giovane ragazzo.

In un paese, è risaputo, le notizie corrono in fretta.

E capita di venire a sapere che “Francesco si è sbattezzato”.

Ma cosa vuol dire sbattezzarsi?

Per qualcuno si tratta soltanto di una parola ascoltata in tv. Sbattezzarsi vuol dire chiedere ufficialmente di non essere più considerati cattolici.

Nel 1999 il Garante per la protezione dei dati personali ha precisato che annullare il battesimo è impossibile, in quanto non si può cancellare un atto avvenuto.

Lo sbattezzo diviene così un modo per sottolineare ufficialmente che non si è più parte della chiesa cattolica.
Francesco racconta di una decisione maturata nel tempo, grazie alla formazione e informazione dell'associazione UAER Unione Atei Emancipati razionalisti, nonostante la sua giovane età.

Non si ritiene ateo, ma agnostico.

“Chi può dirlo, poi, se dio esiste o non esiste?”

La più banale delle domande che si possano fargli è…

 

Perché? 
“Per coerenza. Non mi definisco cristiano, per cui non vedo la necessità di far parte della chiesa. E per rispetto.

I cristiani hanno a cuore i sacramenti: battesimo, eucarestia e cresima.

Io li ho ricevuti, ma, non credendo nell’esistenza di dio, per me non hanno valore.

Quindi, con il tempo, ho maturato questa decisione.”


Tu sei tra i tanti giovani ad aver chiesto di sbattezzarsi.

Ma senza dubbio non sei il primo a sentirsi fuori dalla chiesa.

Era necessario chiedere che questa tua decisione venisse “certificata”?
“Le persone fanno scelte diverse, magari perché danno poca importanza alle cose, alle altre persone, ai sacramenti stessi.

Molti mi hanno chiesto: ‘Perché fai questo? Tanto avere o no i sacramenti non fa differenza.’

Ma invece per me è importante. Anni fa mi consideravo ateo.

Ora non più. Ma al tempo stesso non credo in dio e non mi piace la chiesa come istituzione, anche se non sono contro la religione in generale.”


Ti sei confrontato con chi ti ha fatto da padrino il giorno del battesimo? Cosa ti ha detto?
“Non sa nulla.”


E i tuoi genitori cosa ne pensano?
“Mia madre non è stata contenta. Mio padre non ha detto nulla, ma immagino non sia contento nemmeno lui.”


I tuoi genitori ti hanno chiamato Francesco, con il nome di un grande santo della storia della chiesa.

Cambieresti nome?
“No. Francesco resta il mio nome.

So che San Francesco ha fatto grandi cose, e non rinnego di avere il suo nome.

Ma tutti possono fare buone azioni, anche coloro che non credono in dio.”


Prima di arrivare a questa decisione, ne hai parlato con un sacerdote?
“No, perché è una scelta mia soltanto, non riguarda la chiesa.

Un ecclesiastico cosa avrebbe potuto dirmi?

Ognuno tira l’acqua al suo mulino.

Per prassi, una volta inviata la raccomandata al parroco della chiesa in cui sono stato battezzato, giunge una risposta in cui mi si chiede se voglio incontrare il vescovo, per un colloquio informale.”


Incontrerai il Vescovo?
Assolutamente no.


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