Matrimoni gay, perchè i vescovi italiani non dicono la verità.

Si pensi se qualcuno, ad un ingegnere che ai mattoni d’argilla di un palazzo volesse aggiungere mattoni d’altro materiale, chiedesse: “Perché vuole stravolgere la realtà, ridefinendo le case, le città?”. 

Sarebbe una domanda assurda, giacché la novità portata dall’ ipotetico ingegnere, non andrebbe a scalfire minimamente la case costruite solo con mattoni d’argilla. 

Ugualmente assurda è la domanda di Angelo Bagnasco, riguardo ai matrimoni gay: “Perché pretendere di stravolgere la realtà ridefinendo la famiglia, il matrimonio, l'uomo?”.

Giacché un diverso modello di famiglia non va a scalfire minimamente il modello di famiglia tradizionale. 
Ma cari vescovi italiani, perché non dite la verità?

Perché non dite che secondo la chiesa le coppie di fatto, eterosessuali e omosessuali (ancor più se omosessuali) sono in peccato? 

Per rendersene conto basta dare uno sguardo al catechismo; ma questo spesso sta al vangelo, come la legge sta alla giustizia.

Non esiste un solo passo del vangelo che possa minimamente far pensare che i rapporti al di fuori del matrimonio (non l'adulterio, condannato da gesù), oppure i rapporti omosessuali siano peccaminosi.

La chiesa fa discriminazioni che gesù non faceva.

In qualche modo, inconsapevolmente, è proprio la chiesa a peccare!

Veronica Tussi

 

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